Se vi piace la vita tranquilla, meglio non diventare tifosi della Fiorentina. Gli ultimi cinque giorni in viola, infatti, basterebbero da soli a riempire, in termini di colpi di scena, almeno metà stagione di una squadra normale, che la Fiorentina non è e, con tutta probabilità, nessuno di noi vorrebbe che fosse. Prima la notizia della positività al doping di Adrian Mutu, di fronte alla quale tutti quanti hanno pensato ad una ricaduta su vecchi vizi e che si è invece poi rivelata frutto dell’incauto utilizzo di un prodotto, una pasticca per la precisione, che dovrebbe far calare la fame e, quindi, perdere peso. Inutile dire che un professionista non dovrebbe fare un errore del genere, ma a pensar male si potrebbe anche ipotizzare che il calciatore rumeno tema gli effetti di una vita un po’ sregolata anche sul piano del peso, perché le calorie non le danno soltanto maccheroni o arrosti, ma anche bevande un po’ più
Il suo esordio risale al 1982, quando un giovanissimo Stefano Pioli compie il passo che molti giovani come lui avrebbero aspirato a fare, ossia quello che permette di passare dalla Primavera al professionismo vero e proprio; il Parma, club della sua città, gli dà subito fiducia lanciandolo nell’orbita della prima squadra, militante in Serie C1. Le stagioni in maglia giallo blu sono più che soddisfacenti e nel 1984 il giovane difensore viene notato da niente poco di meno della Juventus, squadra dove rimarrà per tre anni prima di passare a Verona. Ma il 1989 è l’anno di una sua ulteriore svolta, ovvero quello in cui Stefano approda a Firenze in una Fiorentina che vedeva già all’orizzonte l’abbandono della famiglia Pontello, ma non certo quello di Baggino. Centocinquantaquattro volte protagonista in maglia gigliata e un solo goal per lui, lui che in campo si è sempre fatto stimare con l’intelligenza di chi corre e si
L’ultima fatica cinematografica di James Cameron che sta spingendo fiumane di giovani all’assalto dei botteghini, contiene secondo la critica una forte allusione alla guerra in Iraq e, più in generale, un ammonimento per lo sfruttamento sfrenato delle risorse energetiche: il marine in congedo Jake Sully sbarca attraverso un avatar (ovvero un alter-ego virtuale) su Pandora, pianeta dall’aria irrespirabile per i terrestri, con l’incarico di interagire con gli indigeni per capire se sia possibile sottometterli e sfruttare i loro giacimenti minerari.
Orbene, siamo sicuri che l’allusione di “Avatar” non sia piuttosto ispirata al… pianeta Lazio? Anche al centro sportivo di Formello, impossibile negarlo, l’aria è ultimamente piuttosto irrespirabile, e non
Ma chi l’ha detto che la moto, è roba da uomini?! La plurititolata ALESSIA POLITA, campionessa dell’European Women Cup classe 600 nel 2005, e vincitrice del campionato Italiano Motocicliste, classe 600 nel 2008, ci racconta la sua avventura: “La mia vita prima delle moto, non era molto diversa, nel senso che, mio babbo correva, mio fratello, anche per cui, sono sempre stata circondata da odore di benzina e motori; l’unica differenza era che al tempo, ero uno “spettatore sofferente”, anche io sarei voluta salire in moto!! Nel frattempo, ho praticato diversi sport: pattinaggio, corse, pallavolo, nuoto, ballo. L’unico che ho lasciato con un po’ di rimorso è stato il pattinaggio, andavo forte e dovevo allenarmi duramente, ma ero ancora una ragazzina
Meno male che un s’è riperso! O icche vu volete che vi diha? Nemmen ni’ giorno di’ritorno di nasello che un go’ e l’ha fatto e uno l’ha fatto fare, nemmen a gioha’ co’ uno ‘n più pe’ mezzora di’ sehondo tempo, e c’è riusciho di vincere! E se n’avea poho bisogno dopo le zuppe prese ‘n Sicilia e l’indigestione di tortellini ‘n casa, ‘nvece nulla. E meno male che questa vorta armeno un punticino e s’è preso. I’poero Corvo i’suo e l’ha fatto. D’estate i’sole e gni avea un po’ rintronato e sensi, ma i’freddo di gennaio e l’ha risvegliato eccome, tanto che a un certo punto e ho pensato che la sibutracomesichiama e l’aesse presa lui! O dite poi che un n’avea bisogno se gli era pe’ dimagrire! Sartava di qua e di là, Felipe, Bolatti, Ljaicce (quelli in “icce” e son boni, e vu ci potee puntare a occhi chiusi!), lo svizzerotto giovane, e ora e fochi d’artificio: addirittura Cassano, quasi preso. E ci ha ripensato lui, iggiocatore, se no e l’era
Nel 1938, un anno prima dalla Seconda guerra mondiale, l’organizzazione dei Campionati del Mondo di calcio viene assegnata alla Francia in onore a Jules Rimet, padre della manifestazione. In realtà la Fifa temeva che facendoli in Sudamerica si verificasse nuovamente una defezione di massa delle migliori rappresentative europee.
L’Uruguay rinunciò anche questa volta, così come l’Argentina, che aveva campioni di lignaggio internazionale, e la solita Inghilterra. In compenso arrivò il Brasile con una squadra all’altezza e due fuoriclasse come il terzino Domingos da Guia, considerato il più forte del mondo, e il “diamante nero” Leonidas, centravanti dal mortifero senso del gol.
L’Italia era la squadra da battere e non solo perché campione in carica, ma anche per le affermazioni continentali, la conquista dell’alloro olimpico, di enorme soddisfazione
19° risultato utile consecutivo per la Roma targata Ranieri, che procede spedita come un treno il cui carburante, stavolta, contiene un cospicuo additivo di “fattore C”. Il copione della partita, infatti, vede una Fiorentina arrembante che costringe l’avversaria a chiudersi in difesa ma che non riesce a concretizzare. Ironia della sorte: l’occasione più ghiotta capita tra i piedi di De Silvestri, difensore viola di fede laziale, che non centra la porta. Gol sbagliato gol subito: ci pensa Vucinic, all’82′, ad applicare la più antica e spietata legge del calcio.
17a giornata del girone d’andata, ultima del 2008 prima delle lunghissime vacanze invernali: la Fiorentina chiude una delle sue fasi positive all’interno dell’altalenante stagione 2008-2009. Alla ripresa, l’11 gennaio 2009, saranno dolori al Franchi contro il Lecce, ma intanto i viola si autoregalano per Natale una bella vittoria al Marassi. Di Montolivo l’unico gol del match che però offre molte emozioni, fra cui due pali (di Cassano e di Mutu) e due miracoli dei portieri (su Stankevicius e su Kuz). Intervista al “migliore in campo Sky”: Felipe Melo.