Avatar… nel pianeta Lazio
4 febbraio 2010
L’ultima fatica cinematografica di James Cameron che sta spingendo fiumane di giovani all’assalto dei botteghini, contiene secondo la critica una forte allusione alla guerra in Iraq e, più in generale, un ammonimento per lo sfruttamento sfrenato delle risorse energetiche: il marine in congedo Jake Sully sbarca attraverso un avatar (ovvero un alter-ego virtuale) su Pandora, pianeta dall’aria irrespirabile per i terrestri, con l’incarico di interagire con gli indigeni per capire se sia possibile sottometterli e sfruttare i loro giacimenti minerari.
Orbene, siamo sicuri che l’allusione di “Avatar” non sia piuttosto ispirata al… pianeta Lazio? Anche al centro sportivo di Formello, impossibile negarlo, l’aria è ultimamente piuttosto irrespirabile, e non mancano certo gli avatar che si avventurano nel territorio per vedere se c’è verso accaparrarsi qualche risorsa di valore: Pandev, ad esempio, è finito nelle mani del potente “conquistador” Massimo Moratti, dopo la sentenza del collegio arbitrale che ha liberato l’attaccante a parametro zero.
Niente da fare per gli avatar bianconeri, viola e partenopei che, insieme a quelli nerazzurri, sondavano il terreno da tempo. Nessuno se n’è andato però dalla terra di conquista, perché proprio il caso Pandev sembrava dover aprire una breccia destinata a slargarsi sempre di più ed a far scivolare via tutte le “risorse” del mondo laziale, una dopo l’altra. Il prossimo della lista doveva essere ovviamente Ledesma, sul quale aveva messo gli occhi, fra gli altri, anche il Genoa. Ma il 26 gennaio arriva il colpo di scena: il collegio arbitrale della Lega Calcio, stavolta, respinge in toto il ricorso del giocatore, in quanto “i motivi in esso riportati sono esclusi dalla cognizione della Corte sportiva”. In altre parole, il giudice non ha riscontrato prove sufficienti a dimostrare che il centrocampista fosse stato emarginato dalla società biancoceleste. Impossibile stabilire, da un punto di vista esterno, se il verdetto sia giusto o no. Tuttavia, mentre l’agente del centrocampista chiosava col grido «è una vergogna!», emergeva un risvolto oggettivo e alquanto confortante: i calciatori, forse, non hanno ancora raggiunto l’onnipotenza.
Certo, Lotito sarà antipatico, “sborone” e pieno di difetti. Per di più non ha l’appeal di Neytiri, la guerriera di Pandora che si oppone agli invasori convertendo lo stesso Jake Sully fino a farlo innamorare. Lotito, dicevamo, può rassomigliarle al massimo nell’ostinazione; quanto basta, almeno per ora, ad arginare l’ondata degli avatar.
Luca Capanni











