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Motociclismo, roba da uomini?

2 febbraio 2010

Ma chi l’ha detto che la moto, è roba da uomini?! La plurititolata ALESSIA POLITA, campionessa dell’European Women Cup classe 600 nel 2005, e vincitrice del campionato Italiano Motocicliste, classe 600 nel 2008, ci racconta la sua avventura: “La mia vita prima delle moto, non era molto diversa, nel senso che, mio babbo correva, mio fratello, anche per cui, sono sempre stata circondata da odore di benzina e motori; l’unica differenza era che al tempo, ero uno “spettatore sofferente”, anche io sarei voluta salire in moto!! Nel frattempo, ho praticato diversi sport: pattinaggio, corse, pallavolo, nuoto, ballo. L’unico che ho lasciato con un po’ di rimorso è stato il pattinaggio, andavo forte e dovevo allenarmi duramente, ma ero ancora una ragazzina, non disposta a lasciare biciclette ed amici, per allenarmi tutto il giorno, così ho deciso di lasciare, anche se con un po’ di amaro in bocca. Da piccola non amavo bambole e barbie, i miei migliori amici sono sempre stati dei maschietti, non potevo stare con quelle smorfiosette con non osavano sporcarsi, io, a differenza loro, ero una selvaggia dai capelli lunghi e neri fino al sedere, e ne combinavo di tutti i colori”

Tuo papà e tuo fratello, Alessandro Polita, anche lui pilota, quanto sono stati decisivi per il tuo avvicinamento alle moto? Ho sempre amato le moto, prima quelle da cross e poi quelle da strada, nonostante avessi un babbo e un fratello che correvano, mi avevano sempre proibito questo sport. Mio babbo era un po’ all’antica, le femmine a casa, precise e ordinate .. ma non si era mai reso conto che tra le sue mani aveva l’opposto! Mettevo competitività in qualsiasi cosa facessi (anche i palleggi al muro), e soprattutto, ero in continua ricerca di adrenalina. Sentivo il bisogno di fare cose pericolose e fuori dal normale, questo è ciò che richiede il motociclismo, e per questo.. io le moto le adoravo. All’età di sei anni, volevo a tutti i costi una minimoto, e dopo aver passato un’intera giornata sotto il tavolo della sala della nonna, sono riuscita ad ottenerla, al patto però di usarla, solo nei paddock. La prima volta che ho fatto “a gara” con mio fratello in uno spiazzale, la mia avventura è terminata contro un muretto.. mi si era incantato il gas ed io non sono stata capace di frenare! Piangevo fortissimo, perché avevo rotto la minimoto, non perché mi ero fatta male; con una cicatrice in più, mi sentivo ancora più importante, una vera pilota insomma. Più tardi ho chiesto a mio papà di correre con le moto da cross, eravamo al crossodromo di Mantova e lui mi rispose:”Alessia, sei una femminuccia, sei piccola e non arrivi per terra; per di più ci sono le marce, non ce la fai ad andare in moto!” Qualunque sport iniziassi, a me, piacevano le moto. Per il mio 14esimo compleanno, ho chiesto una giornata di prove a Misano, quel giorno sono rimasta incollata alla moto, dovevo andare forte, e dimostrare che la mia strada erano le corse, quello era il mio unico jolly, sono riuscita a convincere mio babbo in un solo turno. Lui e mio fratello, mi hanno fatto sudare parecchio per arrivare a questa bellissima storia che si chiama  motociclismo …

Cosa ti ha spinto ad entrare nel mondo delle corse? Sono cresciuta in questo ambiente, ero una ragazzina in cerca del pericolo e dell’adrenalina, mio babbo mi ha fatto conoscere questo bellissimo mondo e io me ne sono innamorata totalmente, è un ambiente maschile e quindi questo fattore aggiunge altri 100000 punti a questo sport, tutto, mi piace ogni lato del motociclismo, a parte i costi. La curiosità che avevo di guidare una moto era fortissima e poi.. toccare il ginocchio a terra, cadere, rialzarti, superare qualcuno a 200 km/h in nemmeno mezzo metro, mi dici a chi non piacerebbe?!?

La tua prima volta in pista? E’ stato a 14 anni, il 26 agosto, giorno del mio compleanno, avevo un 250 sp, stivali di mio babbo n°43,(io ho un 38), tuta e guanti di mio fratello Alex. Ero fuori dalle orbite, non capivo più niente, ero eccitatissima, quel giorno è stato decisivo per il mio futuro, ma il giorno per me più bello è stata la seconda volta che sono andata in moto, quando per la prima volta sono caduta… ero a Magione, e ho fatto un volo tremendo! Altro che non risalire più su una moto! Cadere come un vero pilota.. era stata una “figata”! Io, la mia moto, la rivolevo in sesto il prima possibile!

Sia nel campionato italiano femminile che in quello europeo hai ottenuto numerosi successi, ti piacerebbe partecipare ad un mondiale maschile?Per quanto riguarda la mia vita motociclistica, sono cresciuta tantissimo, al momento ho tutti i record femminili, e sono la donna più forte in Italia, è ovvio che voglio andare a fare un Mondiale maschile, ogni pilota vuole arrivarci. Un arrivo, non un traguardo, l’inizio di un’altro grande sogno….Quest’anno già un’altra donna è riuscita ad arrivarci (Paola Cazzola),lei sarà un bello studio per me. L’anno scorso l’ho battuta, questo mi farà capire cosa riuscirei a fare più o meno se andassi li. E’ ovvio che non voglio arrivare al Mondiale perché sono una donna, o per fare numero; il sogno è il Mondiale, ma il Mondiale devo viverlo come dico io! Sperando sempre una buona dose di fortuna e soprattutto di soldi.

C’è mai stata competizione, o comunque voglia di confrontarti, con tuo fratello Alex? Si parla tanto di corse a casa mia, c’è anche una specie di briefing il lunedì dopo la gara, ma la competizione tra  me e mio fratello ti dico la verità non c’è mai stata, probabilmente perché io sono una donna e lui un maschio, fatto sta’ che litigi tra noi due per le corse non sono mai successi.

Qual è il segreto, per andare forte? Diciamo i segreti, perché non è un solo, prima di tutto devi creare un team armonioso, all’interno del quale devi sentirti bene, altrimenti non riesci a lavorare e star sereno, una buona moto, e soldi… oggi i risultati nel motociclismo secondo me, sono dati dal Dio denaro e non dal talento, a seconda di quanti soldi porti vai forte… Insomma se hai questo pacchetto puoi essere un vincente e magari far la differenza, se ti manca uno di queste cose… arranchi… :)

Riti o superstizioni prima di una gara? Prima di ogni gara ho lo stomaco un po’ sotto sopra e l’adrenalina incontrollabile, quindi con gli anni e con l’esperienza, ho cercato di studiare cosa mi faceva tranquillizzare e fare in modo da non sbagliare partenze o gare per l’agitazione… mi è capitato spesso, cosi, una o due ora prima della gara, mi faccio un giretto con il motorino cercando di togliermi di dosso ogni pensiero, dopo di ché vado a vestirmi, sempre in compagnia di un amica fidata. Entro in pista, mi fermo in griglia e punto i miei obbiettivi, una volta usciti tutti, parto per il giro di allineamento, e in quel giro respiro profondamente parlando a me stessa, cerco la serenità e la tranquillità per fare una buona partenza, trovo il mio posto in griglia, saluto mio babbo, sempre, do un bacio alla mia moto dicendogli “Andiamo èèè” e parte la mia gara…

Anche quest’anno correrai nel campionato italiano, qual è il tuo obiettivo per questa nuova stagione? Dopo tanti anni di corse con mio babbo, era arrivato il momento di crescere, sono stata abituata a correre in un Team sempre familiare, ciò era favorevole a me a livello emotivo, ma non mi dava la possibilità’ di crescere ed imparare a lavorare con altre persone, quindi ho deciso di fare un’altro passo importante nella mia carriera motociclistica, quella di lavorare con persone sconosciute. Quest’anno parteciperò al Civ con i maschi 600 Stk  in sella alla moto del Team Trasimeno capitanata da Moreno Bacchini, una persona che comunque conoscevo, perché nel 2001 mio fratello correva in questo Team, e il mio obiettivo, è di concludere sempre tra i primi 10. Sono molto positiva e carica per questa nuova avventura, digiuno dalle corse già da diversi mesi, ho voglia di salire in moto e lavorare, ho voglia di dare finalmente tutto quello che ho, la squadra crede in me, e io credo in loro, spero che questo sia il pacchetto famoso che ti dicevo prima.

Qual è il tuo sogno motociclistico ? Il sogno motociclistico mio è quello di ogni pilota, arrivare al Mondiale. Però devo ancora capire se sia la Super Sport o la Moto 2: la Super Sport non è seguitissima come campionato, gli iscritti sono molto pochi e non so se dia quello che io voglio, ovvero qualcosa di veramente forte, come potrebbe essere la Moto2. Ma entrare in quel mondo è impossibile, ci vorrebbe mezza Jesi per pagarmi una stagione, e poi siamo sicuri che la Dorna voglia una donna!?!? Il Mondiale Sbk invece ha un ambiente molto più dolce e vivibile, la Moto2 è veramente tosta…ma chissà, è ovvio che se qualcuno per il 2011 mi proponesse un anno che sia Moto2 o Mondiale SS, non ci penserei due volte… ho già la valigia pronta!

Le tue ambizioni, invece, al di fuori del mondo dei motori? Sono una persona che vive la giornata, non mi piace fare progetti a lungo termine, odio chi fa questo, per il momento lavoro come istruttrice nella scuola di Luca Viola “Run For Fun”, che mi dà da vivere, faccio la cosa che più amo fare nella vita, cioè le moto, quindi per il momento mi va bene così. Di sicuro non vedo anelli ne pannolini nella mia vita, almeno per il momento, amo la vita e quindi la voglio vivere a pieno, figli e matrimonio, la vedo come la fine di tante cose, e soprattutto delle corse, ancora non mi vedo lontano dai paddock, e non so nemmeno se riuscirei a stare con una persona per tutta la vita… Sono una sognatrice a tutti gli effetti ed ho bisogno di continue e nuove emozioni, amo viaggiare e stare con le persone giuste. Hai toccato un punto particolare di me stessa con questa domanda, potrei farci un tema su tutte le cose che vorrei fare nella mia vita, la VITA è un dono grandissimo, di cui ogni persona deve prendersene cura e sfruttarla il più possibile, rispettandosi continuamente, e cercare di fare sempre le cose che ti fanno stare bene, che dirti, adesso vorrei vivere da sola, in compagnia di un bel cagnolone, colui che non può mai tradirti….

“Vorrei ringraziare tantissimo i miei genitori, per avermi dato una vita, che  amo da morire, nonostante delusioni, sofferenze e preoccupazioni, ma la vita non è solo questo, è amore, soddisfazioni, gioie e sogni… Un sogno adrenalinico che mi hanno permesso di rincorrere, di vivere, cosa posso volere di più?! Bè si… andare a fare il Mondiale… :)

Un grosso in bocca al lupo dalla redazione de “Il Brivido Sportivo”

“Spero che in queste righe, abbiate capito, che ogni persona, ogni sportivo che a volte può sembrare duro e intoccabile, ha un cuore, ha dei sogni, e di sicuro tante lacrime…”

Cristina Botteri

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