Il pallone esce dal calcio
4 marzo 2010
Dov’è finita la poesia del calcio? Dove si è dissolta quella musica che accompagnava Nino nella canzone di De Gregori? «Prese un pallone che sembrava stregato, accanto al piede rimaneva incollato»… e tornano in mente Baggino, Maradona, Antognoni, Zico e chissà quanti altri. Beninteso, i grandi campioni esistono ancora, ma il vero protagonista sta uscendo di scena: il pallone. Se pensiamo a Totti, ad esempio, ci viene in mente il suo ultimo gol o il suo ultimo spot Vodafone? Se parliamo di Cassano, ci ricordiamo uno dei suoi assist o una freddura del suo libro? Del Piero: l’uccellino dell’Acqua Uliveto. Beckham: le foto hot per i poster di Armani. E così via, ma non è solo un problema di overdose pubblicitaria. La sfera di cuoio infatti sta sparendo anche a livello giornalistico: invece che dare risalto al calcio giocato si preferisce enfatizzare il calcio bisticciato, gli alterchi fra personaggi che non esprimono concetti d’interesse sportivo ma mirano a sbeffeggiare il nemico di turno in modo quasi puerile. Così, se il presidente del Napoli fa un’allusione a Mourinho, ci precipitiamo dallo Special One a raccontargliela, magari insaporendola con una battutina di Ranieri; dopodiché torniamo dai mittenti a raccogliere le controrepliche alimentando un meccanismo vizioso. Domanda: è diventato così demodé godersi la magia di una palla che rotola sul prato? E’ davvero prioritario sapere che De Laurentiis è «un omino piccolino – secondo Mourinho – che pensa di essere a Holliwood», o che l’allenatore portoghese è, a detta di Zamparini, «un cabarettista», o che Lotito consiglia a Miccoli di andare a scuola di cascatori?
«Noi parliamo troppo – ha ammesso Leonardo alla vigilia della sfida contro la Fiorentina – e quando parli così tanto è chiaro che si aprono continuamente finestre che generano nuovi commenti. Io parlo oggi, parlerò domani, ho parlato l’altro ieri e tre giorni fa; cosa potrei dirvi di nuovo? Ci ritroviamo ormai a dover esprimere dei pareri su chi ha espresso dei pareri».
E’ questo il punto, la misura è colma. Il botta e risposta ruspante può anche essere divertente, così come le intrusioni del gossip nel mondo del calcio o quelle dei calciatori nello show-business. A patto però che il tutto rimanga circoscritto al ruolo di “contorno” e non diventi il “piatto principale”.
Ma a pensarci bene il calcio è, come nella canzone di De Gregori, uno specchio della realtà in cui viviamo. In tal caso basta accendere la tv o guardarsi un po’ intorno per trovare tutte le risposte all’involuzione del primo sport italiano. Mi fosse venuto in mente prima… avrei risparmiato quest’articolo.
Luca Capanni











