Le ambizioni di Claudio Corti
10 marzo 2010
Claudio Corti, comasco classe ’87, occhiali da bravo ragazzo ed un passato tra le fila degli sconosciuti della Superstock, uno di quegli sconosciuti però che di gas è capace di darne a manetta. Lui, che alla scuola preferiva l’hockey: “Ho lasciato i banchi a sedici anni, appena ho potuto”, la passione per le moto l’ha ereditata da papà: “La domenica gli altri bambini andavano all’oratorio, lui invece, mi portava ad allenarmi con la minimoto nei parcheggi dei supermercati”. Nella sua carriera motociclistica vanta di un solo titolo, conquistato nel 2005 nel campionato Sstock600, titolo sfuggitogli invece per un soffio nel 2009; con i numerosi risultati positivi ottenuti nella classe Stock 1000, Claudio Corti è stato incoronato vicecampione, ma all’età di 22 anni avrà tempo per esporre in bacheca qualche altro trionfo. Lanciatosi alla conquista della Moto2 in sella alla Suter del team Forward Racing, “Shorts” non ha grilli per la testa “ Se non avessi fatto il pilota, sarei andato a lavorare. E ci andrò, se le cose dovessero andare male”. Di illusioni ben poche, per lui che si definisce un festaiolo la parola d’ordine è divertimento: “Mi piace far festa ma non sono uno di quelli smodati; non succederà mai che io salti un allenamento, o la palestra. Ci tengo, al mio lavoro. E non voglio ritrovarmi, al decimo giro, con la lingua che striscia sull’asfalto”. Lui, con la passione per il cross, da bambino avrebbe voluto fare il paracadutista o il pompiere, ed invece, può dire di avercela fatta, approdando ufficialmente nel circuito del motomondiale tra i ranghi della debuttante Moto2: “Quest’anno, per me, sarà pieno di novità. Le piste, ad esempio, ce ne saranno tante che non conosco. Invece, avrò forse un piccolo vantaggio a Silverstone: sono tra i pochi, in Moto2, a sapere come gira. Non chiedetemi di quale risultato mi accontenterei: ma quel che è certo è che il termine ‘accontentarsi’ proprio non ci sta nel vocabolario di un pilota. Diciamo che se riuscissi a piazzarmi costantemente nella top ten, potrei dirmi soddisfatto”. Con i quattro tempi ha già un buon feeling, e a dimostrare le sue capacità non ci ha pensato due volte; nella tre giorni di test a Valencia, su un tracciato che lo vide protagonista e vincitore lo scorso anno, si è subito fatto notare chiudendo al quarto posto assoluto. Si tratta solo dei primi test, è vero, ma è comunque un bel biglietto da visita per uno che impaziente aspetta la prima gara ufficiale. “Sono stati sorprendenti soprattutto i risultati degli altri, pensavo mi avrebbero lasciato indietro di una vita”, invece erano tutti lì, alle spalle di Julian Simon: “Mi sembra possieda qualcosa in più; uno di quelli per i quali questa o quella moto è la stessa cosa. La differenza la fa lui”. Claudio Corti sarà insomma uno di quelli che sicuramente non farà rimpiangere la vecchia, ormai in pensione, 250cc. Piloti da prima pagina, non chi di un passato in Moto Gp può già vantare, ma lui, Claudio Shorts Corti, protagonista inaspettato che le prime sentenze della nuova classe intermedia hanno reso il FAMOSO sconosciuto che viene dalla Superstock.
Cristina Botteri











