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Ho lasciato da poco Firenze, di nuovo in treno per Padova, oggi mi aspetta la serie B e il ritorno di Aglietti sulla panchina dell’Empoli. Negli occhi, pero’, ancora la grande notte del Napoli, di nuovo granitico e concreto. E nelle orecchie, gli applausi viola all’uscita di Cavani: segno che Firenze apprezza i campioni avversari e muore dalla voglia di avere una squadra finalmente protagonista. Ieri, al Franchi si sentiva un’atmosfera diversa, c’era fiducia dopo i segnali positivi dell’ultimo periodo, il pubblico ha spinto fino alla fine sperando in un colpo di Jovetic o nella prima volta di Amauri. L’illusione si è scontrata con un Napoli tosto, compatto, attentissimo in fase difensiva e nei raddoppi di marcatura (efficace Dzemaili, in crescita Inler), freschissimo sulle gambe: la fuga finale di Lavezzi è un segnale incoraggiante in vista del Chelsea, Villas Boas farà bene a preoccuparsi. Cavani poi non fa più notizia, è diventato un finalizzatore spietato, gli basta star bene fisicamente per essere l’arma letale del Napoli. Ispirato ieri da un Hamsik di nuovo trequartista e al record di assist in una stagione (già 7, parlano i numeri). Preoccupanti, invece, per Delio Rossi le amnesie difensive (Gamberini sul primo gol, per esempio) e la mancanza di continuità in un gioco che Montolivo fatica a cucire, mentre sugli esterni Cassani e Vargas vanno a corrente alternata. L’Europa resta quindi lontana per Firenze, che merita presto un ciclo nuovo, per innamorarsi di giocatori diversi e sognare altri traguardi. Quelli che Napoli può continuare a vivere, ad occhi aperti…
Fonte: Gianlucadimarzio.com
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