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| Bravi lo stesso |
| Written by Michela Lanza | |||
| Sunday, 19 February 2012 10:51 | |||
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Un vero peccato davvero: la Fiorentina Primavera ha abbandonato il sogno che tutti accarezzavano di giocarsi la finale del Torneo di Viareggio come un anno fa e, questa volta, alzare la Coppa. Tutti consapevoli delle difficoltà che ci sarebbero state affrontando squadre importanti come l’Empoli, la Lazio, la Roma ed eventualmente la Juventus, ma i ragazzi di Semplici ci hanno creduto fino alla fine dando l’anima (ed è proprio il caso di dirlo) sul rettangolo di gioco. Peccato perché i primi a meritarsi l’ennesima gioia sarebbero stati proprio loro, i giovani della Primavera della Fiorentina, gli stessi che hanno giocato e lottato senza accusare le pesanti assenze che li hanno visti privi per molto tempo di Acosty (il giocatore più forte e devastante della squadra e che riesce a spostare maggiormente gli equilibri a favore dei viola nell’arco dei 90 minuti), che li hanno visti orfani di una pedina come Salifu (chissà se non sarebbe stato più opportuno vederlo giocare la semifinale del Viareggio piuttosto che aggregato alla prima squadra contro il Napoli), e di un difensore esperto come Camporese (anch’egli aggregato alla prima squadra e a disposizione di Semplici solo ieri) e che li hanno visti accogliere un centravanti straniero inserendolo nel gruppo proprio al ‘Viareggio’, strada facendo. Un centravanti, Zohore, che ha preso il posto del partente Babacar e che ha dimostrato di avere qualità importanti, ma che ancora ha qualcosa da limare. Purtroppo i calci di rigore, dopo aver permesso ai viola il passaggio del turno contro i cugini empolesi, sono stati deleteri e fatali contro la Roma di De Rossi: un solo penalty fallito – dal difensore brasiliano Alan Empereur che comunque ha disputato un ottimo torneo di Viareggio – è bastato ai viola per essere eliminati per la gioia dei giallorossi che hanno sfatato il tabù Fiorentina che li perseguitava. Purtroppo i giocatori della squadra romana sono arrivati all’appuntamento più freschi rispetto ad Agyei e compagni: si era visto già nel secondo tempo, ma principalmente durante i templi supplementari quando i viola non avevano più né gambe, né lucidità e si limitavano a difendere gli attacchi romanisti cercando di non subire gol per sperare nella lotteria dei rigori. Giocare ogni due giorni (questo vale per tutti) porta via energie fisiche e mentali, se poi si aggiungono minuti ai 90 regolamentari come è successo alla Fiorentina di Semplici costretta ai supplementari sia contro la Lazio che contro la Roma… beh, allora la stanchezza affiora in maniera evidente. Nonostante tutto, la squadra si merita un bell’applauso: i viola boys sono il fiore all’occhiello della società, coloro che hanno regalato soddisfazioni ed emozioni a tifosi e dirigenti. E anche alla stampa, quella fiorentina però, perché dopo aver ascoltato la telecronaca della partita di ieri, è sempre più palese di quanto Firenze sia così poco considerata a livello calcistico non solo tra i ‘grandi’, ma anche tra i ‘Primavera’. Non è possibile, infine, non elogiare una delle note più liete del Torneo di Viareggio viola: la scoperta (anzi, per qualcuno la conferma) delle qualità del portiere Tomas Svedkauskas. Il giovane lituano ha dimostrato personalità tra i pali, reattività e abilità nelle uscite e anche intelligenza nel comandare la difesa. Non è un caso che in 5 mesi abbia già imparato molto della lingua italiana (frequenta un corso di italiano da questo periodo) perché si mormora che da buon nordico abbia tra le sue qualità una professionalità esemplare. La Fiorentina potrà farlo crescere e chissà che non diventi un tassello fondamentale della prima squadra nel prossimo futuro. Ha solo 18 anni e può solo migliorare. Materiale umano interessante e in questa Primavera ce n’è. Vediamo chi sarà il prossimo ad approdare in prima squadra. Ci sarebbe da scommettere, ma in un periodo come questo… meglio lasciar perdere. Non si sa mai.
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