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Altro match sul ‘terreno’ del Brivido Sportivo, cinque domande secche, uguali per entrambi gli interlocutori, senza che l’uno conosca le risposte dell’altro. Da un lato Claudio Nassi, ex dirigente sportivo (anche della Fiorentina) e uomo di calcio allo stato puro; dall’altro Mario Ciuffi, tifoso viola arcinoto e, non a caso, soprannominato il ‘pontefice massimo’ della Fiorentina. L’oggetto del contendere è quanto mai attuale: Pantaleo Corvino. 1) La settimana scorsa il ds viola ha spiegato di voler prendere un periodo di riflessione sul suo rinnovo contrattuale. Può essere un problema per la Fiorentina?
NASSI: «No, anzi un po’ mi viene da ridere… Devo rispondere alla domanda con un’altra domanda, come faceva Boniperti quando lo intervistavano. Il direttore sportivo, secondo me, deve in primo luogo allenare la proprietà, tracciando la linea politica alla quale il presidente-proprietario non deve derogare; inoltre, il ds non deve mai lasciare la squadra, perché in qualsiasi momento può succedere qualcosa; infine contano i risultati tecnici ed economici. La domanda, quindi, è se l’operato del direttore sportivo è stato soddisfacente, e la decisione spetterà a fine stagione alla proprietà». CIUFFI: «Può essere un problema, non c’è tempo per le pause di riflessione. Al massimo entro la fine di febbraio bisogna sapere chi sarà il nuovo direttore sportivo, Corvino o chi per lui, perché in questo periodo si comincia a costruire il futuro. Da quello che so io, i Della Valle vogliono che Corvino resti, sempre che non comincino ad andare un po’ in qua e un po’ in là con le idee». 2) Ammesso e non concesso che Corvino chiuda con la Fiorentina, chi sarebbe il suo successore ideale? N: «Beh, a 30 km di distanza ce n’è uno che ha fatto molto bene (Pino Vitale dell’Empoli). In alternativa, a Verona ce n’è uno che si è rivelato la trave portante di una società che ha visto perfino i preliminari di Champions (Giovanni Sartori del Chievo)». C: «Non ho mai nascosto la mia stima per Pino Vitale, l’ho detto spesso anche nelle trasmissioni a cui ho partecipato, però non credo che verrà mai alla Fiorentina. Un altro nome che mi piace molto è quello di Sartori». 3) La più grande qualità di Corvino? N: «Nel periodo in cui la Fiorentina doveva scegliere una nuova guida tecnica, io auspicavo Corvino-Prandelli o Sartori-Delneri. Mi sbagliavo, Corvino si è ritrovato di fronte ad un compito più grande di lui. Ha le qualità per far bene in altri posti ma Firenze, secondo me, è al di sopra delle sue possibilità». C: «Corvino è uno scopritore di talenti, lo è sempre stato. Ha fatto errori come tutti, ma non crediate che se verrà un nuovo ds non sbaglierà mai. E poi ha un cuore d’oro, è una persona eccezionale ed onesta». 4) Un giudizio sul mercato invernale. N: «Visto che ritengo la Fiorentina uno dei più grandi club al mondo, visto che i Della Valle risultano fra i mille più ricchi del pianeta, credo che essa debba sempre prendere il meglio dal mercato. Non servono soldi a palate, bensì una selezione di acquisti di qualità, tenendo sempre d’occhio i giovani più interessanti in ambito nazionale e internazionale. Mai puntare sulla quantità, né su giocatori che non sono andati bene in altre squadre condannate a vincere. Su questo però possono esserci delle eccezioni se il direttore sportivo conosce bene il giocatore sotto tutti gli aspetti, anche disciplinari e familiari. Speriamo sia il caso di Amauri». C: «Amauri è un grande acquisto, l’ho portato io a Firenze (ride) a forza di parlare di lui in tv e nelle radio. E’ meglio dell’ultimo Gilardino, così come Olivera è superiore a Munari. Peccato per l’affare saltato per la punta di riserva, El Hamdaoui, che era difficile da pronunciare ma faceva comodo». 5) Tiriamo le somme: Corvino sì o Corvino no? N: «Ritengo che la Fiorentina debba competere sempre con tutti, sia a livello nazionale che internazionale, ma questo è un compito più grande di lui. Lo dico con dispiacere e contro le mie previsioni fatte in passato». C: «Corvino è uno dei migliori, quindi sarei per la riconferma. Ma credo che a fine stagione se ne andrà, a meno che i Della Valle non lo trattengano con nuovi stimoli, offrendogli ad esempio un portafoglio un po’ più pieno per il mercato. Anche un riavvicinamento di Diego Della Valle sarebbe un gran segnale. Il mio appello è proprio questo: Diego e Andrea tornate insieme alla guida della Fiorentina».
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