| La tessera del tifoso non c'è più (o quasi). |
| Written by Luca Capanni | |||
| Friday, 17 February 2012 10:08 | |||
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There are no translations available. “Che ora è, scusa ma che ora è? Che non lo posso perdere l'ultimo spettacolo. Destra, sinistra, su, giù, centro, fine del mondo con palle in giramento. Chi è fuori è fuori, chi è dentro è dentro, e fuori dalla TV non sei niente”. I versi sono del ‘94 (Ligabue, “A che ora è la fine del mondo”), ma sembrano fatti apposta per il calcio italiano del 2012. A proposito, vuoi vedere che quei rompiscatole dei ‘non tesserati’ avevano qualche ragione per rompere le scatole? Il calendario del campionato sembra passato da quei distruggi-documenti che si usano in ufficio. Ma non solo le date, bensì anche gli orari delle partite cambiano in continuazione (strapazzati dai soliti noti interessi) mandando in tilt le lancette degli orologi che girano avanti e indietro all’impazzata. Behrami martedì sera si è sfogato sulla tastiera: “Vabbè dai mandatemi un messaggio quando avete deciso a che ora giocare Fiorentina-Napoli… non è una partita di calcetto tra amici eh!”, ha scritto su Twitter. Siamo in una centrifuga a mille giri e non è tutto. Anzi, è tutto per quanto riguarda la tessera del tifoso, che pare ormai vicina ai titoli di coda o quantomeno ad un radicale ridimensionamento. Bocciata in dicembre dal Consiglio di Stato in merito alle funzionalità di carta di credito, in questi giorni sta subendo un ulteriore e ancor più robusto scossone. Pietro Vuturo (ex Ultras Viola 73, ex Gruppo Storico, ora tifoso non tesserato) tratteggia le ultimissime novità. In secondo luogo? «In secondo luogo, il nuovo presidente dell’Osservatorio nazionale, Roberto Sgalla, ha introdotto la possibilità che un tifoso tesserato acquisti un biglietto per un non tesserato, che diventa suo ospite. Ad esempio, se tu hai la tessera del tifoso puoi acquistare un tagliando per me, consentendomi così di andare in trasferta». Ed in quel caso sono responsabile dei tuoi atti? «Assolutamente no. Continuo a risponderne io in prima persona, sul biglietto c’è il mio nome». Ma questa sorta di gioco di ruolo, questa accoppiata dell’ospitato e dell’ospitante, non è un po’ contorta e quasi umoristica? «Intanto ci prendiamo questo segnale di apertura, anche se non ci fermiamo e speriamo che la Fiorentina non sia l’ultima ad organizzarsi. Altre società si sono già attrezzate: penso alla Roma, alla Sampdoria e non solo. Esse infatti hanno predisposto dei mini-abbonamenti per un filotto di partite, e dei carnet liberi per le trasferte». Carnet e mini-abbonamenti liberi, senza bisogno dell’abbinamento ospitato-ospitante? «Esatto. In pratica si tornerebbe al vecchio sistema, alla possibilità di acquistare un tagliando nominativo presentandosi dal rivenditore con un documento d’identità. E’ questa, secondo me, l’unica via d’uscita, e sinceramente non capisco quando dicono che i non tesserati abbiano qualcosa da nascondere. E’ proprio l’esatto contrario: se io compro il biglietto, manifesto la volontà di andare in trasferta, perché ci sono stampati il mio nome e cognome. A quel punto mi sarebbe difficile nascondermi o dire ‘io a quella trasferta non c’ero’, dato che il mio ingresso allo stadio viene registrato dal tornello, attraverso il biglietto nominativo che viene controllato all’entrata insieme al documento d’identità». La tessera scricchiola, nella prossima stagione potrebbe sparire definitivamente. Ma allora sparirebbe anche l’identità del movimento dei non tesserati? «E’ l’ultima delle nostre preoccupazioni. Vorrà dire che si cambierà nome, magari ci si chiamerà ‘gli amici della panzanella’... Quello che a noi interessa è la battaglia contro il suddetto mostro giuridico. E contro un sistema che, in generale, ha svuotato gli stadi. Ora è importante che la Fiorentina si attivi, che non si faccia trovare ultima nella realizzazione dei carnet. A Firenze, per tutta una serie di motivi, ci siamo già mangiati ventimila spettatori in un anno e mezzo».
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