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Graziani: "Se io fossi la società...cambierei vestito"
Written by Luca Capanni   
Thursday, 23 February 2012 10:26
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GrazianiE’ finito un ciclo, e adesso che succede? Beh, i tifosi viola una certa idea se l’erano fatta: “E’ finito il ciclo… ora si trom**”. L’avevano scritta su uno striscione (per Fiorentina-Udinese del 5 febbraio scorso), ma le maglie della censura sono sempre più strette, la goliardia non passa più e quello striscione non è mai stato srotolato. Tornando a tematiche più serie (anche se dipende dai punti di vista), il nuovo corso viola dovrebbe ripartire da un elemento di continuità: Pantaleo Corvino. Nell’ultimo periodo il ds è stato accostato a svariate società (fra cui Inter, Genoa, Napoli e Sampdoria), ma alla fine tutto dovrebbe risolversi nel rinnovo contrattuale che suggellerà la fiducia granitica dei Della Valle. 

Francesco 'Ciccio' Graziani, campione del mondo ’82 e quasi vincitore, nello stesso anno, dello scudetto con la maglia viola, analizza la situazione al solito senza peli sulla lingua. 
Corvino è l’uomo giusto per aprire il nuovo ciclo? «Secondo me no. Corvino ha fatto molto bene in questi sette anni, può aver fatto degli errori, ma solo chi non fa non sbaglia. Il bilancio è nettamente positivo, anche nella crescita del settore giovanile c’è la sua mano». 
Però? «Però ho l’impressione che Firenze abbia bisogno di rinnovarsi un po’, di cambiare look, di cambiare vestito. Per questo motivo, credo che la cosa più logica sarebbe ringraziare Corvino e portare una figura nuova che dia un tocco di entusiasmo in più». 
Se invece il ds di Vernole rinnoverà, come risulta da nostre fonti, come reagirebbe Firenze? «Se la proprietà deciderà di prolungare, di riprogrammare qualcosa di nuovo insieme a lui, credo che la tifoseria non potrà far altro che appoggiare tale decisione. Certo, ognuno sarà libero di pensarla come vuole, anche che sarebbe stato meglio cambiare, ma poi si dovrà ricominciare ad andare avanti tutti insieme. D’altra parte Corvino è molto bravo, sia chiaro. Se però i Della Valle chiedessero un consiglio a me, io risponderei che è il momento di cambiare». 
E se invece lei fosse nei panni di Corvino? «Io credo che Corvino, avendo la fiducia della proprietà, non possa che rinnovare il contratto. A meno che non abbia alternative concrete più importanti di Firenze, cosa che al momento non vedo». 
Come mai allora Corvino aveva pensato ad una pausa di riflessione? «Proprio non lo so. Sono sincero, se io fossi la proprietà questo discorso m’avrebbe dato noia. Se io sono Andrea Della Valle e chiamo il ds dicendogli: ‘Ascoltami, ora le cose stanno andando così e così ma noi vogliamo ricostruire con te, sarai il nostro punto di riferimento’. E se lui mi risponde: ‘Mah vediamo, aspettiamo’... Beh allora a quel punto sono io a dirgli che non c’è da aspettare niente, che non lo vedo convinto e preferisco allora ambiare». 
Corvino aveva spiegato di voler capire se fosse lui il problema. «Ma capire che cosa? Sono i giocatori che vanno in campo, lui fa il mercato e può indovinare oppure no. Ha indovinato tanto e qualcosa l’ha sbagliato, come è giusto che sia. Cosa deve capire? Se la città lo vuole? Se c’è un tappeto rosso da stendergli? Cerchiamo di non fare retorica. Ripeto: se io fossi la proprietà, e dopo avergli manifestato la fiducia lo vedessi titubante, sarei io a dire stop. Ed il sostituto che sceglierei sarebbe Lele Oriali». 
Perché Oriali? «Perché è ancora giovane, ambizioso, ha voglia di rivincita dopo il divorzio con l’Inter dove ha vissuto momenti straordinari. Lo conosco bene, è serio e conosce l’ambiente. Ha giocato a Firenze, ha respirato quest’aria, ci sarebbe più attaccamento con la città». 
Ma la città potrà mai rivivere momenti simili a quelli in cui la sua Fiorentina lottava per lo scudetto e meritava di vincerlo? Continuiamo a tenerlo questo sogno nel cassetto? «Io dico di sì. Finché ci sono dei proprietari come i Della Valle, che vogliono dimostrarsi vincenti in ogni settore resto fiducioso. Ora, è vero che il calcio non è come l’industria, dove spesso si possono fare calcoli precisi. Nel calcio due più due non fa quasi mai quattro, una palla che va fuori per un centimetro ti cambia la stagione. Il calcio è passione ed i Della Valle devono coinvolgere la gente con un progetto nuovo e nuovi investimenti. Andrea Della Valle parli alla città, trasmetta nuovo entusiasmo. E’ di questi gesti che ha bisogno Firenze, indipendentemente da chi sarà il direttore sportivo. Una volta rinnovato il contratto a Corvino, io non discuterò tale scelta, l’importante è ripartire. Non credo che una famiglia ambiziosa come quella dei Della Valle intenda rimanere in eterno a metà classifica». 
E neanche Firenze, che conserva segretamente quel vecchio sogno nel cassetto.

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