| Quando l'ex non riesce a fare bella figura |
| Written by Ruben Lopes Pegna | |||
| Wednesday, 25 January 2012 00:27 | |||
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prestazione (non è stato comunque il solo in casa viola a non meritare la sufficienza) sono da addebitare a lui. Per uno che è abituato a fare il centrocampista o al massimo il trequartista (in questo ruolo lo aveva schierato Delio Rossi all’inizio della sua gestione) non era facile trasformarsi in attaccante, sia pure di movimento, e per di più senza una punta autentica al suo fianco (tale non si può, infatti, definire Ljajic). Ma a dire il vero, pur con tutte le attenuanti possibili ed immaginabili, la prova di Lazzari è stata alquanto deludente ed opaca. Da uno che aveva pur sempre vinto la classifica dei cannonieri di Coppa Italia con nove reti quando era nell’Atalanta (nella stagione 2004/05) era lecito attendersi qualcosa di più di quello che ha fatto al Sant’Elia. Ha invece effettuato soltanto un tiro in porta su assist di Salifu, allo scadere del primo tempo, ben respinto peraltro dal portiere cagliaritano Agazzi. E poi per il resto della partita ha fatto poco o niente e non ha mai impensierito i due difensori centrali rossoblu, Canini e Astori, che hanno vissuto, dal canto loro, una domenica di grande tranquillità. Anche sul piano dinamico Lazzari ha lasciato un po’ a desiderare. E tra l’altro è calato nel corso della partita. Rossi comunque lo ha lasciato in campo per l’intera gara. Non è migliorata la sua prestazione neppure quando, poco prima del ventesimo della ripresa, è entrato sul terreno di gioco il giovane Acosty al posto di Ljajic, ovvero una punta autentica anche se non un centravanti di ruolo. Lazzari ha continuato a trotterellare per il campo senza incidere affatto sulla partita. E del resto anche la sua stagione purtroppo non è stata fin qui particolarmente esaltante. Ha disputato sicuramente delle ottime partite, in particolare con il Bologna, all’esordio in campionato, e con il Genoa quando realizzò il gol decisivo (l’unico al suo attivo finora nelle quindici partite giocate) che salvò per ulteriori novanta minuti la panchina di Mihajlovic. Ma poi tra alti e bassi non ha reso come era nelle aspettative generali quando arrivò a Firenze nel luglio scorso. Certo finora ha risentito come gli altri della difficile stagione della Fiorentina. Perciò le attenuanti non gli possono mancare. Ci mancherebbe altro. C’è ancora poi tutto il girone di ritorno da giocare. E Lazzari ha perciò le possibilità di dimostrare il proprio autentico valore a cominciare dal derby di domenica prossima con il Siena di Sannino.
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