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Corri e suda Fiorentina, e non tradire il tifoso
Written by Federico Pettini   
Saturday, 04 February 2012 11:37
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"Charlie! Charlie, svegliati!"

"Mhm... Chi sei?"

"Sono Jack, forza su...".

"Che vuoi?".

"Volevo solo dirti che ho deciso di prenderti tutto. E piano piano lo sto già facendo, nel caso non lo sapessi".

"Lo so, te lo sto lasciando fare. Sono stanco. Non ho più voglia, né stimoli. Non ho un solo motivo buono per continuare. Quindi lascio tutto a te".

"Sai anche che potrei fare dei danni irrimediabili? Mi conosci, sono come te. Almeno in parte".

"So anche questo. E in un certo senso spero succeda. Almeno finisce tutto".

"Bene, allora vado a lavorare. Al posto tuo. E se la incontro?"

"Se lei crede che l'abbia scordata, non dirle che non è così. Salutami solo il direttore, lui se lo merita". Jack chiuse velocemente la porta di quella stanza ovattata nel bianco e nel silenzio e uscì senza guardarsi indietro.

La neve aveva complicato non poco il lavoro negli studi di Radio Senza Filtro. Molti non riuscivano a venire a lavoro, bloccati dalle strade o dal ghiaccio. Le apparecchiature poi funzionavano a scatti, così come le comunicazioni. E non sempre tutto era chiaro. The show must go on, come una partita giocata a meno quattro. Così Jack entrò negli studi, ovviamente con una Lucky Strike accesa e si diresse senza rivolgere parola nella stanza di registrazione.

Non c'era nessuno, quel giorno. Prese il microfono, e andò a ruota libera.

"Buonasera, amici di Radio Senza Filtro. Oggi mi trovo solo in questa radio che fa finta di funzionare, ma che ha più problemi di Colui che non deve essere nominato con Harry Potter. Da un certo punto di vista, però, tutta questa situazione mi fa comodo. Finalmente non ho un foglio da leggere, non ci sono scalette da seguire e nemmeno interruzioni obbligate. Tutto d'un fiato, fino a che questa Radio va, fino a che qualcuno non interviene e mi ferma. Il Jack pensiero, come una lettera che lascio a chiunque la voglia leggere.

E' arrivato il momento della verità, per questa nostra amata Fiorentina.

Lasciamoci alle spalle quei contratti firmati in ritardo, quei documenti italo-argentini non trovati e le squadre difficilmente migliorabili. Lasciamo stare i discorsi sulla C2, chi si sente sotto pressione, lasciamo stare chi vede tutto con i conti e niente con il cuore. Oggi parliamo solo di Fiorentina. Della squadra che ha in mano ad oggi Delio Rossi. Il mercato è chiuso, chiudiamo quindi anche tutto quello che si è portato dietro.

Delio Rossi sa qual è il suo gruppo. Dove poter lavorare, quali giovani inserire in pianta stabile e quali portare a piccoli passi.

Difensori, d'esperienza e di belle speranze. La difesa c'è e pare regger bene botta, tranne qualche svarione che se non ci fosse si avrebbe la squadra meno battuta del campionato. Anzi, la seconda. Aspetta, lo siamo! Almeno da gennaio duemilaundici fino a maggio. Perbacco, non me n'ero accorto. M'era passato per la mente solo il record di pareggi in Serie A. Devo cambiare chi mi passa le statistiche, che come sapete mi guardo bene dallo studiare. Insomma, tutto sommato, la difesa c'è.

Centrocampo. Un po' scarsi, non tanto nel numero quanto nella qualità dei giocatori. Che sulla carta, per carità, ci sarebbe tutta. Ma che fino ad oggi ha dimostrato pochino. Si salvano guerriero Behrami e scoperta Salifu, gli altri, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, non ci dovrebbero neanche stare. Aggiungo solo, Vargas: se ci sei batti un colpo.

Capitolo attacco. In fondo, non siamo poi messi così male, no?

Abbiamo un fenomeno, di quelli cristallini, di quelli che vendi tranquillamente a quaranta milioni fra un annetto o due, perché è almeno tre spanne sopra un Pastore preso a quarantadue. E che la buona sorte ce lo mantenga integro e senza un raffreddore, perché tra averlo e non averlo è come mangiare e stare a guardare. E' arrivato Amauri, che sembra voglia spaccare questo mondo e quell'altro. Bene, ne siamo tutti contenti e si è preso i nostri applausi. Ha fatto più tiri in una partita che Gilardino in un girone d'andata. Ma sulla panchina? Il Baba parte mogio mogio per la Spagna. E Ljajic? Dicono che è spesso alle feste? Può andarci tutte le domeniche sera e tutti i lunedì. E' giovane e pieno di soldi, voi che fareste? L'importante è che si danni in campo per quella maglia che indossa. E poi c'è Zohore. Corvino ha provato a prendere Drogba, ma alla fine ha preso il cugino, più un’unghia di Cristiano Ronaldo, un capello - che vale tantissimo visto che ne ha pochi - di Palombo. Battute a parte, è una scommessa e va considerata come tale. Ma insomma, numericamente ci siamo.

C'è poi tutto quel nugolo di tribunari, che si prendono stipendi allenandosi più o meno diligentemente, trovando il tempo di avere magari nuove fidanzate, acconciature o animali.

Ecco, il buon Delio si trova in mezzo a tutto questo e tutto questo ora deve fare un salto di qualità.

Come noi poveri tifosi dobbiamo lasciar perdere le polemiche contro persone poco difendibili, loro devono lasciar perdere tutto quello che c'è fuori e concentrarsi solo sul campo.

Il gruppo che c'è ora è la base per la prossima stagione. Ma la prossima stagione deve ancora arrivare. Ed è ora che si decide come ci si arriva. Si può ancora diventare anonimi e fare ancora un campionato giocando il ventisette d'agosto con il Cittadella. O fare un turno di Europa League a fine luglio, iniziare la Coppa Italia a gennaio e sorridere un po' di più al futuro.

Sono scelte. Ma vanno fatte solo dal campo.

Che tutti sappiano che l'obiettivo non è impossibile. La classifica è più corta di quello che si crede. Battere l'Udinese e rilanciarsi in campionato. Prendere fiducia, fare una serie di risultati positivi e lottare tutti insieme per un'utopia che può diventare realtà.

Corri Fiorentina, lavora e suda a testa bassa.

Il tifoso ti starà sempre vicino. Tu non lo tradire. E vedrai che gli applausi non tarderanno ad arrivare. Il ghiaccio son sicuro non ci fermerà e domenica saremo di nuovo al nostro posto a popolare il Franchi. Cerchiamo di riempirlo, e bambini, se mi sentite, smuovete i vostri presidi a scuola e fatevi regalare i biglietti di Ferrovia. Che in queste condizioni non si può vedere. E cara Fiesole, smettila con le lotte intestine. Pensa a cos'eri e cosa sei diventata. E proprio come la Fiorentina, decidi una volta per tutte chi vuoi essere.

Chiedo scusa per questo mio sermone, ma mi sono tolto un peso.

C'è una persona che sta bussando dall'altra parte del vetro. Devo chiudere.

Grazie a tutti per l'ascolto e buona serata, dovunque voi siate".

Il microfono va in off. E Jack fa un sospiro.

Il direttore lo guarda con aria perplessa.

"Non ti ho mai visto così", disse.

"Perché questo non sono io. Questo è Charlie".

"Ancora con questi giochetti. Comunque bravo. Ora vai a casa...".

"Ci sono già, direttore. Ci sono già...".

Il direttore Calderone non volle aggiungere altro e scese le scale, mentre Charlie si accendeva una sigaretta nello studio, rimanendo nel silenzio degli studi di registrazione.

Si mise i guanti, indossò il cappello a papalina dell'Inter e uscì dalla palazzina di Radio Senza Filtro canticchiando una canzone di Renato Zero.

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