| Viareggio Cup: i viola escono a testa alta |
| Written by Chiara Baglioni | |||
| Thursday, 23 February 2012 10:45 | |||
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Vicenza e la convocazione di Michele Camporese, la Fiorentina si è presentata al cospetto di un avversario di certo forte fisicamente, ma anche dotato di buona tecnica (vedi i giovani talenti che hanno fatto il salto nella squadra di Luis Enrique). E al 32’, come se non bastasse, il giovane portiere viola Svedkauskas ha parato un rigore al capitano giallorosso Viviani. Negli ultimi minuti del primo tempo la squadra della capitale sembrava soffrire la sfortuna e il campo che, essendo quello di La Spezia sintetico, creava non pochi problemi di assestamento. Ma psicologicamente la Roma teneva eccome, sempre affamata, sempre in pressing: al 4’ minuto della ripresa è arrivato il pareggio di Romagnoli che è stato bravo a deviare in porta il cross di Viviani. 1-1 e via ai tempi supplementari durante i quali si è visto poco o niente. Squadre lunghe, stanche dopo partite ogni 48 ore. E allora la sorte è stata affidata alla roulette dei calci di rigore. Sappiamo come è andata a finire, con l’errore di Alan risultato fatale. La Fiorentina guidata da Leonardo Semplici è tornata a Firenze con la consolazione di non aver mai subito, durante il torneo, una sconfitta sul campo. Semplici se fino a gennaio poteva contare sulla qualità di Salifu, Camorese e Babacar, in questo momento è stato costretto a pescare tra le riserve e tra gli Allievi. Infatti il tecnico inizialmente è stato costretto a cambiare modulo adattando al meglio i nuovi innesti, poi con Cenciarelli nel ruolo di nuovo Salifu, è tornato ad affidarsi al 4-2-3-1 più congeniale alla squadra. Proprio Cenciarelli in coppia con Agyei a centrocampo, non ha mostrato alcun timore e, già dalla partita d'esordio, ha dimostrato grande padronanza del campo, recuperando palloni importanti in fase difensiva, impostando le azioni in fase offensiva. Sicuramente Cenciarelli è da annoverare nelle note liete di questo Viareggio, insieme ad un altro grande protagonista: il lituano Svedkauskas, premiato come miglior portiere di questa edizione. Ha parato due rigori, salvato il risultato in più di una partita. I quarti di finale sono anche merito suo. Eppoi, Agyei: che maturazione! Da vero capitano ha dettato i tempi della manovra, recuperato, arretrato, certe volte ha pure sbagliato ma quanti palloni avrà recuperato? Questo Viareggio sarà ricordato anche per l'esordio del nuovo acquisto Kenneth Zohore. Evidentemente lontano dalla forma migliore il danese si è piazzato al centro dell'attacco viola, ha smistato palloni finché ha potuto e segnato due gol determinanti. Più ombre che luci per Matos, Campanharo e Camporese. Il primo non ha inciso quasi mai nel gioco: oramai dall'inizio del campionato si limita al compitino e alla ricerca delle giocate sofisticate scomparendo spesso nelle difese avversarie. L'altro sudamericano aveva dalla sua parte il piede caldo dal quale sono partiti palloni invitanti, tunnel e pallonetti. Peccato che pochi di questi abbiano ispirato le punte e spesso s’è preso troppe pause. Una sola partita giocata per Camporese, richiamato in sordina da Semplici, con il placet di Delio Rossi. Al difensore sono mancati la corsa, la gamba, il ritmo partita, il senso della posizione. Urge giocare di più, magari andando in prestito o continuando in Primavera fino alla fine del campionato. Intanto cresce l’attesa per il ritorno della semifinale di Coppa Italia a Torino con la Juve (che ha vinto il torneo di Viareggio) in programma domani 24 febbraio alle 14,30. La partita venne rimandata per maltempo dopo che l'andata giocata allo stadio Franchi finì 0-0.
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