| E finalmente scocca l'ora di Ruben Olivera |
| Written by Alfredo Verni | |||
| Friday, 17 February 2012 10:22 | |||
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Dunque benvenuto al centrocampista made in Uruguay. Il Franchi questa sera ospiterà una squadra importante come il Napoli e tra i titolari è annunciato proprio Olivera, al debutto, complici la squalifica di Lazzari e l’infortunio di Kharja. GIALLO DI TROPPO. L’ex leccese starà aspettando con trepidazione questa sfida dopo aver saltato quella con l’Udinese dovendo scontare a sua volta un turno di squalifica. Una squalifica rimediata, lui che era già sotto diffida, per quell’ammonizione presa al 78’ di Lecce-Inter (la sua ultima partita con la maglia del club pugliese) per un intervento su Cambiasso. Cosicché a Firenze Olivera s’è presentato con questo ‘fardello’ della squalifica sulle spalle che di fatto – anche per i rinvii per maltempo della trasferta di Bologna e di quella successiva di Parma – ha fatto slittare di alcuni giorni il suo atteso esordio in maglia viola. Stavolta però sembrerebbe davvero la volta buona, la gara di questa sera con il Napoli pare essere quella dell’inizio della sua avventura fiorentina. L’ultima chance, l’ha definita lui stesso nel giorno della presentazione, per cercare di puntellare nel migliore dei modi la sua carriera fin qui spesso più altalenante che costante. DUTTILITA’. Basti pensare che nella sua esperienza alla Juventus, dove approdò giovanissimo, Olivera non seppe dimostrare le sue effettive qualità trovando difficoltà a imporsi per la presenza di tanti campioni e anche, come ha ammesso lo stesso centrocampista, perché era troppo giovane e ancora troppo poco professionista. Via da Torino nel 2008, ha vissuto periodi non facili a Genova per poi rinascere a Lecce riuscendo a catturare l’attenzione della Fiorentina che dal 30 gennaio scorso è diventata la sua nuova squadra. Chi lo conosce lo definisce un giocatore capace di abbinare qualità, quantità e forza e ricoprire più ruoli grazie alla sua duttilità: Rossi ad esempio potrà utilizzarlo come interno di centrocampo ma anche come trequartista in caso di cambio di modulo, addirittura in caso di necessità potrà pure dare una mano all’attacco come seconda punta. Dal 2002, quando è arrivato in Italia, a oggi è stato utilizzato in diverse posizioni ma la sua maturazione è arrivata a centrocampo. Dotato di buona tecnica e visione di gioco. Forse Rossi aveva fatto il suo nome ma per caratteristiche può rappresentare la pedina utile ai meccanismi di gioco e allo scacchiere del tecnico romagnolo. UN 10 DA ONORARE. Stasera Olivera avrà il compito di dare ordine ma anche frenare le ripartenze degli azzurri e lo farà con il numero 10 sulle spalle, un numero che nel calcio in generale e a Firenze in particolare significa tanto, tantissimo. Sarà la sera del debutto, la sua prima volta al Franchi, in uno stadio che ha visto le gesta di grandi campioni ed esibirsi col numero 10 fuoriclasse del calibro di Antognoni, Baggio, Rui Costa. A Olivera il compito, difficile ma stimolante, di dimostrare sul rettangolo verde di esserne degno. Tutto insomma è pronto. E per lui che con la sorte ha un conto aperto, il debutto non poteva avvenire che di venerdì 17 in barba ai superstiziosi.
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