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I 7 anni di Corvino, tra errori e scelte azzeccate
Written by Cristina Mattioli   
Thursday, 23 February 2012 10:22
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Corvino2Dal sole del Salento ad una delle città più belle del mondo: Firenze. Un lungo viaggio, quello di Pantaleo Corvino, che dal suo Lecce lo ha portato fino a diventare il direttore sportivo della Fiorentina, ormai sette anni fa. Il suo contratto scadrà a giugno e proprio in questi giorni la famiglia Della Valle sta pensando di rinnovargli la fiducia offrendogli il rinnovo. Non tutti però, all’interno della società viola, sarebbero d’accordo e le recenti sconfitte della squadra avrebbero acuito il malcontento

verso una posizione, quella dei proprietari viola, che pare abbia già fatto storcere il naso ad una parte dei consiglieri del Cda viola. Corvino nella sua ultima conferenza stampa ha chiaramente detto di voler prendersi del tempo per riflettere sul futuro. Sembra però che le prerogative affinché la sua risposta sia positiva ci siano e che una volta rientrato a Firenze (da qualche giorno è via per ragioni familiari) toglierà il velo insieme ai Della Valle. La sua permanenza in viola renderebbe soddisfatti alcuni e meno altri, specie come detto dopo i recenti ko con Napoli e Bologna. Ma se il connubio Rossi-Corvino a Lecce funzionò, perché a Firenze non dovrebbe?

 

LE CORVINATE. I meriti del ds viola non mancano, basti pensare all’acquisto di Stevan Jovetic, fiore all’occhiello della Fiorentina, desiderato da molte delle più importanti squadre d’ Europa. E’ Corvino che lo ha portato a Firenze. Amato, poi criticato, poi di nuovo amato, poi di nuovo criticato, Corvino è stato indubbiamente il ‘traghettatore’ di questa squadra insieme ai tre allenatori che ha scelto e che hanno guidato la Fiorentina dal 2005 ad adesso: Prandelli, Mihajlovic e l’attuale Delio Rossi. Tanti i giocatori che il direttore sportivo è riuscito a portare in viola, nel bene e nel male: da Frey a Gilardino, da Jovetic a Vargas, da Mutu a Toni passando per Behrami e Amauri. Tutti ottimi calciatori, alcuni dei quali sono riusciti a riportare in Europa quella Fiorentina rimasta nell’ombra per molto tempo. Certo, il ds viola ha anche commesso degli errori acquistando elementi che non hanno reso secondo le aspettative: Mazuch, Hable, Savio, Lupoli, Felipe… Ma si sa, sbagliare è umano. Inoltre Corvino in questi sette anni ha dovuto “liberarsi” di alcuni giocatori sui quali aveva o avrebbe scommesso ma che, per un motivo o per un altro, sono stati scartati, e comunque non certo da lui: Maggio, Pazzini, Osvaldo, Kuzmanovic, Felipe Melo (per fare qualche nome), tutti approdati in altre squadre dove hanno dimostrato che poi così male non erano, anzi. Adesso qualcuno di loro avrebbe fatto più che comodo alla Fiorentina che purtroppo continua a navigare in acque decisamente e tristemente torbide. 

DALL’ALBA AL ‘TRAMONTO’ . Il ‘Corvo’ insomma ha dato il suo contributo al rilancio della squadra e del settore giovanile, ora però è nell’occhio del ciclone per i risultati negativi e qualche scelta sbagliata anche se non è mai facile, come dice il proverbio, ‘fare le nozze con i fichi secchi’. Un astio, quello per il ds, che ha cominciato ad evidenziarsi nel momento in cui Prandelli dette il suo addio alla Fiorentina (giugno 2010). Da lì purtroppo il declino anche perché il famoso ‘progetto’ ormai, almeno per alcuni dei giocatori veterani, era arrivato al termine. Tanti gli addii prestigiosi che si sono susseguiti negli ultimi due anni seppur perlopiù motivati. Ora è tutto da rifare e si sa, ripartire spesso comporta dei rischi. Certo, dopo aver calcato il palcoscenico della Champions nel 2008-2009 e 2009-2010 e quello della Coppa Uefa (l’attuale Europa League) nel 2007-2008, ritrovarsi in una zona anonima alla classifica per quasi tre anni consecutivi non è sicuramente il sogno di ogni tifoso. Ma, come si dice, la pazienza è la virtù dei forti e l’augurio è che questa Fiorentina in un modo o nell’altro riesca a risalire la corrente.

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