| Da Rossi a Behrami, quando sfidare la Lazio... |
| Written by Michela Lanza | |||
| Thursday, 23 February 2012 10:52 | |||
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There are no translations available. Dopo la brutta sconfitta interna con il Napoli e quella rimediata a Bologna, la Fiorentina si appresta a giocare un’altra partita difficilissima, in trasferta, contro una squadra anch’essa umiliata nell’ultimo turno di campionato: la Lazio. I biancocelesti, che vengono da un netto 5-1 rifilato a Palermo, non possono sbagliare gara contro gli uomini di Rossi, soprattutto dopo le dimissioni del tecnico Reja presentate alla vigilia della gara di Coppa. E allora... sarà ancora battaglia. TORNA IL GUERRIERO. Una battaglia che tra le fila viola avrà qualche significato in più per tre uomini, tutti con ruoli diversi. Partiamo dal più amato, dal leader della squadra, dal giocatore che alla parola ‘battaglia’ si esalta: il guerriero di centrocampo Valon Behrami. Dopo aver saltato la trasferta di Bologna per volontà di Rossi (<Behrami? Fortunatamente non ha niente di muscolare. Il problema è che ha un’infiammazione al ginocchio e ha delle difficoltà. Rifarlo giocare senza allenarlo non mi sembrava il caso – ha spiegato il tecnico – Meglio averlo in condizione per domenica, una scelta che ho fatto io>), il centrocampista svizzero dovrebbe essere disponibile per Roma. Contro la Lazio. Contro il suo passato. Infatti il giocatore ha militato nel club romano per tre anni (dal 2005 al 2008) collezionando 65 presenze in campionato e 4 gol in serie A (la sua prima rete in A proprio alla Fiorentina), 7 presenze e 1 gol in Coppa Italia e 5 gettoni in Champions League. Dopo aver segnato nel derby il gol vittoria (5 marzo 2008, Lazio-Roma 3-2) a fine stagione chiese la rescissione del contratto esprimendo la volontà di esercitare l’articolo 17 della Fifa, per poi rinunciare al suddetto articolo in virtù dell’accordo che trovò con la squadra inglese del West Ham con la quale Behrami firmò un contratto quinquennale e grazie al quale nelle casse della Lazio entrarono circa 6,5 milioni di euro. La fine del suo rapporto con la Lazio e la maniera con cui è avvenuta non è mai andata giù ai tifosi biancocelesti che infatti, già nelle precedenti sfide con la Fiorentina, non hanno fatto a meno di indirizzargli cori diffamatori e razzisti. Ma per lui la Lazio, una squadra <confusionaria> con a capo un presidente che <non si accontenta di vincere, ma vuole umiliarti> (parole rilasciate da Behrami al Corriere dello Sport-Stadio il 1° ottobre 2011, prima di Fiorentina-Lazio) è solo un ricordo lontano. Oggi il guerriero pensa solo a Firenze e alla maglia viola e domenica sera dovrebbe essere in campo fregandosene dei fischi che probabilmente riceverà per cercare di dare tutto se stesso per la causa viola. IL TECNICO DEL TUFFO. Se Behrami riceverà fischi, il tecnico Delio Rossi riceverà applausi. Sì, perché tutti nella capitale si ricordano di lui, dei quattro anni vissuti sulla panchina della Lazio (dal 2005 al 2009) durante i quali l’ha guidata ad un 6° posto (trasformato in 16° dopo le sentenze post Calciopoli), un 3° posto (con qualificazione Champions), un 12° posto e un 10° posto, oltre alla vittoria di una Coppa Italia. Risultati altalenanti ma pur sempre importanti per quella società. Rossi con la Lazio si è tolto la soddisfazione di vincere un trofeo, di portarla in Champions e di vincere ben tre derby, uno – il più famoso – nel dicembre del 2006 quando gli aquilotti si imposero sui giallorossi con un netto 3-0. Un successo che portò Rossi in seguito ad una scommessa a tuffarsi nella fontana del Gianicolo. Scena rimasta ben impressa nella mente degli amanti del calcio, ma ancor di più – ovviamente – dei tifosi della Lazio che non potevano che eleggere Rossi come ‘beniamino’. Certo, nei quattro anni romani, non sono mancati i momenti di difficoltà, quelli in cui la sua panchina ha traballato, e anche grattacapi provenienti da fattori extra campo. Il 9 ottobre 2007, per esempio, è stato deferito dalla Procura Federale alla Commissione Disciplinare Nazionale della Figc per aver violato l’art. 1 del Codice di Giustizia Sportiva “per aver tentato, senza esito - si legge in un comunicato della Figc - di indurre nel corso di una conversazione telefonica il presidente della Lazio Lotito ad assumere iniziative nei confronti dei dirigenti del Lecce, tese ad influenzare la prestazione tecnica della squadra in vista della partita del 30 aprile 2006 del Campionato LNP 2006-2007”. Rossi si è difeso dichiarandosi estraneo ai fatti ma non è riuscito a evitare tre giornate di squalifica. Qualche problemino, poi, arrivava anche dal campo soprattutto dopo la sconfitta subita a Cagliari. Solo la vittoria per 3-2 nel derby salvò il tecnico da un possibile esonero. Derby firmato, ricordiamolo, da Behrami. A suggello della fiducia riposta nei suoi confronti da Lotito, presidente tutt’altro che facile col quale avere a che fare, Rossi ha chiuso il rapporto con la società biancoceleste solo alla fine della stagione 2008-09 regalando una Coppa Italia e la terza vittoria, netta, in un derby (4-2 il risultato finale). Poi l’addio annunciato, per voltare pagina, per una nuova avventura col Palermo. Quella di domenica, per lui, non dovrebbe essere dunque una partita come le altre. Al contrario dovrebbe riservargli emozioni e sensazioni diverse. I DESAPARECIDOS. E poi ci sarebbero da menzionare altre due figure che vivranno questo match con uno stato d’animo particolare. Uno è Lorenzo De Silvestri, ex giocatore della Lazio e soprattutto tifoso biancoceleste. Il terzino, che vista la squalifica di Cassani dovrebbe scendere in campo, ha militato nella Lazio per 4 anni ed è con la maglia della squadra capitolina che ha esordito in serie A a soli 17 anni e che si è messo in mostra grazie alla sua potenza fisica e alle sue discese devastanti sulla fascia. Ora a Firenze sta vivendo anni difficili, frenati, durante i quali sembra non riuscire più ad esibire prestazioni di alto livello, le stesse che in viola i tifosi hanno solo qualche volta intuito e apprezzato. Se Lollo potrà scendere in campo da titolare contro la sua Lazio, chi dovrebbe restare a guardare (da dove non si sa) è Marco Marchionni. L’esterno di Monterotondo non ha mai militato nella Lazio ma la sua fede è biancoceleste. La sensazione è che domenica sera il giocatore ex Juventus, guarderà più la partita da tifoso che da viola. Del resto la sua storia con la Fiorentina è arrivata al capolinea (a giugno gli scadrà il contratto) e quindi come biasimarlo? La fede è sempre la fede, a maggior ragione quando si vestono i panni di un desaparecido.
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