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Focus On
Matri: ultima chiamata per dare una svolta alla sua stagione
Scritto da Matteo Scarpelli   
Sabato 05 Aprile 2014

matri

È dal 15 gennaio 2014 che Alessandro Matri veste la maglia col giglio cucito sopra. Da allora e fino ad oggi pochi spunti interessanti da parte del centravanti lombardo. Solamente tre reti in campionato, di cui due all'esordio a Catania e una messa a segno contro il ChievoVerona. E infine una nell'andata dei sedicesimi di finale di Europa League contro il modestissimo Esbjerg fB. Dopodiché diverse partite in chiaroscuro condite da errori clamorosi. Se non vuole tornare al Milan, dove ha raccolto ben 15 presenze ed un'unica rete, dovrà cambiare assolutamente marcia e fare quello che faceva ai tempi del Cagliari e della Juventus: gol. Solo così la Fiorentina lo terrà in considerazione e magari potrà cercare di estendere il prestito che scade a giugno. Matri ha di fronte sette "finali" di campionato per rimettere tutto in discussione, più la vera finale, quella di Coppa Italia a Roma col Napoli, sempre che la giochi. L'occasione per riscattarsi Matri ce l'avrà già domenica, con la porta dell'Udinese che dovrà essere gonfiata dal sostituto di Gomez per conservare il quarto posto e per tornare al feeling col gol che gli porterà soltanto energia positiva e fiducia per le prossime partite che dovrà affrontare. Ed è forse stata proprio l'assenza di un partner come Gomez o Rossi là davanti in attacco fino ad ora il problema più grande per il numero 32 viola che non ha saputo concretizzare le possibilità che gli si sono poste davanti, quelle possibilità di gol che per lui dovrebbero essere come bere un bicchier d'acqua. Se Matri dovesse fallire queste ultime partite di campionato la Fiorentina lo farà tornare in rossonero con i viola pronti a puntare per la prossima stagione sui "nuovi acquisti" Gomez e Rossi, come Montella ha detto qualche settimana fa. Tutto dipenderà dalla sua volontà di tornare a grandi livelli che sicuramente appartengono ad un ragazzo come lui e ad una società come la Fiorentina.

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Viola, senza Di Natale è tutta un'altra Udinese
Scritto da Giulio Incagli   
Venerdì 04 Aprile 2014

Stimoli. Questa è la parola chiave. La squadra sembra sazia e soprattutto stanca. Tutti in città hanno in mente soltanto quella data. Il 3 maggio ormai è diventato un'ossessione. È vero l'Inter è soltanto a tre lunghezze, ma i neroazzurri sembrano proprio non avere la mentalità e la determinazione giuste per insidiare il piazzamento viola. La sconfitta degli ottavi di Europa League con la Juventus ha lasciato più di uno strascico. La Fiorentina non è più la stessa: possesso palla sterile, rarissime verticalizzazionie e capacità di produrre occasioni da goal ridotta all'osso. L'imperativo per Montella sarà quello, di qui a fine stagione, di mantenere alta la concentrazione dei suoi, per arrivare al grande appuntamento dell'Olimpico in condizioni accettabili. Sarà importante testare la tenuta mentale e nervosa della squadra, che dovrà riuscire a concentrarsi soltanto sul campionato, difendendo con le unghie e con i denti quel quarto posto troppe volte sottovalutato nell'ultimo periodo. Anche perchè affrontare le prossime sfide con la testa al 3 maggio, risulterebbe più un rischio che non un modo per risparmiare energie.

Già da domenica i viola dovranno dimostrare di esserci, di avere la giusta voglia e determinazione per chiudere al meglio un'annata comunque ricca di soddisfazioni e come detto da considerarsi ancora positiva al netto di infortuni e "sviste" arbitrali. Al Franchi arriva un'Udinese rimaneggiata, che dovrà fare a meno di Pinzi, ma soprattutto di capitan Totò Di Natale. La squadra di Guidolin non ha più nulla da chiedere al campionato, salvezza raggiunta come sempre in largo anticipo e forse un pò di rammarico per aver abbandonato troppo presto le speranze di piazzamento europeo. Inoltre il bomber bianconero è il simbolo, il faro di questa squadra. Con lui in campo i friulani hanno una media punti di 1.7 a partita, mentre senza di lui è di  0.7. Indicativo è anche il dato relativo ai goal: con Di Natale in campo l'Udinese mette a segno un goal e mezzo a partita, senza di lui uno in meno. Ma non solo: i friulani senza il loro leader subiscono anche più goal e non riescono proprio a vincere: soltanto 2 volte sulle 19 gare disputate senza il numero 10. Insomma sembra proprio essere una Di Natale-dipendenza.

L'imperativo è dunque uno soltanto: vincere!

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Gomez pronto per il Mondiale, anche la Viola sorride
Scritto da Niccolo Piccardi   
Giovedì 03 Aprile 2014

Hu 130716_Deportes_Mario_Gomez_FiorentinaEra il 12 luglio 2013 e mentre tutta Firenze boccheggiava nella solita torrida estate, le porte della città venivano “sfondate” dal Panzer tedesco.

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A grandi passi verso il futuro
Scritto da Alessandro Rialti   
Mercoledì 02 Aprile 2014

NETOA volte è importante ricominciare con i piccoli passi. E’ chiaro che la vera Fiorentina, quella con Pepito Rossi, Mario Gomez e con il miglior Pizarro siano oramai poco più che una fantasia, ma questo non impedisce alla squadra viola di dover assolutamente rispettare i propri programmi e obiettivi.

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Per sempre nel cuore di Firenze: auguri eterno capitano
Scritto da Lorenzo Cancemi   
Martedì 01 Aprile 2014

Di giocatori in maglia viola che restano nei ricordi dei tifosi ce ne sono tanti, di fuoriclasse che entrano nel cuore e nella storia della Fiorentina se ne contano davvero pochi.

Oggi la Firenze del calcio celebra i sessant'anni della più grande leggenda che abbia mai giocato nella squadra gigliata: Giancarlo Antognoni.

Centrocampista dai piedi raffinatissimi, il talento di Marsciano debutta in serie A nel 1972 a Verona, all'età di diciotto anni, proprio con la Fiorentina e i giornali, ammirandolo nel primo tempo, si sbilanciarono subito nel definirlo il giovanissimo erede di Gianni Rivera. Le testate giornalistiche indovinarono alla grande la scommessa, che divenne la più bella realtà del calcio italiano, conquistando in poco tempo anche il cuore dei tifosi viola. In men che non si dica, Antognoni prese il comando del centrocampo oltre alla tanto ambita fascia da capitano, collezionando la bellezza di trecentoquarantuno presenze in serie A.

Tra gli innumerevoli bei momenti della sua prestigiosa carriera vale la pena ricordare la vittoria di coppa Italia per 3-2 contro il Milan, la sua fantastica punizione contro il Napoli nel 1987 che aprì le porte della salvezza ad una Fiorentina in piena crisi e, giusto per concludere in bellezza, la conquista della coppa del mondo nel 1982.

Il Comunale ha gioito ma anche pianto per il capitano, vittima di gravissimi infortuni che lo hanno tenuto fuori per tanto tempo ma che non gli hanno tolto la forza, la volontà di rientrare in campo e giocare per la Fiorentina. Dopo il sofferto addio nel 1987, i tifosi hanno rimpianto la partenza della bandiera viola per eccellenza e Giancarlo non aveva in mente altro che di poter ritornare al Franchi ricoprendo un ruolo importante da dirigente e così è stato.

Tra fine anni novanta e inizio duemila, torna a dare l'anima per riportare al top la Fiorentina e regala degli acquisti di assoluto valore, come Manuel Rui Costa. Terminata la sua avventura nel 2001, Antognoni resta nella sua amata Firenze, che oggi, in occasione del suo sessantesimo compleanno, gli consegnerà le chiavi di quella città, orgogliosa e innamorata di lui: tanti auguri eterna leggenda viola.

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