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Focus On
A grandi passi verso il futuro
Scritto da Alessandro Rialti   
Mercoledì 02 Aprile 2014

NETOA volte è importante ricominciare con i piccoli passi. E’ chiaro che la vera Fiorentina, quella con Pepito Rossi, Mario Gomez e con il miglior Pizarro siano oramai poco più che una fantasia, ma questo non impedisce alla squadra viola di dover assolutamente rispettare i propri programmi e obiettivi.

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Per sempre nel cuore di Firenze: auguri eterno capitano
Scritto da Lorenzo Cancemi   
Martedì 01 Aprile 2014

Di giocatori in maglia viola che restano nei ricordi dei tifosi ce ne sono tanti, di fuoriclasse che entrano nel cuore e nella storia della Fiorentina se ne contano davvero pochi.

Oggi la Firenze del calcio celebra i sessant'anni della più grande leggenda che abbia mai giocato nella squadra gigliata: Giancarlo Antognoni.

Centrocampista dai piedi raffinatissimi, il talento di Marsciano debutta in serie A nel 1972 a Verona, all'età di diciotto anni, proprio con la Fiorentina e i giornali, ammirandolo nel primo tempo, si sbilanciarono subito nel definirlo il giovanissimo erede di Gianni Rivera. Le testate giornalistiche indovinarono alla grande la scommessa, che divenne la più bella realtà del calcio italiano, conquistando in poco tempo anche il cuore dei tifosi viola. In men che non si dica, Antognoni prese il comando del centrocampo oltre alla tanto ambita fascia da capitano, collezionando la bellezza di trecentoquarantuno presenze in serie A.

Tra gli innumerevoli bei momenti della sua prestigiosa carriera vale la pena ricordare la vittoria di coppa Italia per 3-2 contro il Milan, la sua fantastica punizione contro il Napoli nel 1987 che aprì le porte della salvezza ad una Fiorentina in piena crisi e, giusto per concludere in bellezza, la conquista della coppa del mondo nel 1982.

Il Comunale ha gioito ma anche pianto per il capitano, vittima di gravissimi infortuni che lo hanno tenuto fuori per tanto tempo ma che non gli hanno tolto la forza, la volontà di rientrare in campo e giocare per la Fiorentina. Dopo il sofferto addio nel 1987, i tifosi hanno rimpianto la partenza della bandiera viola per eccellenza e Giancarlo non aveva in mente altro che di poter ritornare al Franchi ricoprendo un ruolo importante da dirigente e così è stato.

Tra fine anni novanta e inizio duemila, torna a dare l'anima per riportare al top la Fiorentina e regala degli acquisti di assoluto valore, come Manuel Rui Costa. Terminata la sua avventura nel 2001, Antognoni resta nella sua amata Firenze, che oggi, in occasione del suo sessantesimo compleanno, gli consegnerà le chiavi di quella città, orgogliosa e innamorata di lui: tanti auguri eterna leggenda viola.

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A Marassi punto che fa ben sperare. Matri rimandato. E stasera l'Inter
Scritto da Ghino di Tacco   
Lunedì 31 Marzo 2014

Un punto che quantomeno fa morale e che testimonia ancora una volta che la Fiorentina riesce senza dubbio ad esprimersi molto meglio in trasferta che in casa. La Viola di Montella ottiene un arcigno 0-0 a Marassi contro la squadra più in forma del campionato, quella Samp dell'ex Mihajlovic che avrebbe voluto giocare più di uno scherzetto alla società che un anno e mezzo fa gli diede il ben servito dopo 18 mesi sulla panchina gigliata. Così però non è stato. La Fiorentina ha fatto muro, ha ribattuto colpo su colpo e se non ci fosse stata di mezzo quella maledetta traversa sotto la Curva Sud a deviare il sinistro di Vargas, magari la formazione di Montella avrebbe anche portato a casa tre punti. Appuntamento rimandato.

Così come, rimandato, è il gol che ormai manca dal 16 di marzo ad Alessandro Matri, che dopo i gravi errori contro Napoli e Milan anche ieri a Genova l'ex centravanti rossonero ha prodotto ben poco in zona offensiva, mancando peraltro una buona occasione di testa a pochi minuti dal fischio finale. Rimandato ma non ancora bocciato. Perché per convincere la società viola a riscattare il suo cartellino, Matri avrà ancora a disposizione sette giornate di campionato più una finalissima di Coppa Italia. Adesso non resta che aspettare di capire cosa combinerà questa sera l'Inter, impegnata sul campo del Livorno: un'ennesima frenata dei nerazzurri potrebbe davvero aiutare in modo definitivo i viola alla conquista del 4º posto, mente un successo lascerebbe aperta ogni ipotesi alla conquista del prestigioso piazzamento europeo.

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Contro Mihajlovic, un passato che non è mai piaciuto
Scritto da Matteo Scarpelli   
Sabato 29 Marzo 2014

Per qualcuno è tempo di tornare indietro, di tornare al passato. Domani è tempo di Sampdoria-Fiorentina, è tempo per Mihajlovic di affrontare la sua vecchia squadra. Per la Fiorentina Mihajlovic ha lasciato poco, pochissimo e molto buio. Sotto la sua guida tecnica (stagione 2010-2011 e inizio della 2011-2012) 52 partite e solamente 18 vittorie con altrettanti pareggi e ben 16 sconfitte. Questi sono i numeri che hanno fatto rabbrividire tutti i tifosi viola in quel periodo di tempo che si è collocato dopo il quinquennio prandelliano. Tifosi che erano soliti assistere a grandi serate europee e che improvvisamente erano catapultati nell'incubo retrocessione in Serie B. Va detto che l'allenatore serbo capitò in un momento di transizione a Firenze dove non seppe far registrare ai suoi ragazzi la cattiveria e l'agonismo che lo avevano caratterizzato ai tempi di quando egli era giocatore. Tempi non facili per la Fiorentina che culminarono con l'esonero del serbo e la chiamata a Delio Rossi, esperienza caratterizzata dalla disgraziata aggressione da parte dell'allenatore riminese nei confronti di un altro serbo, Adem Ljajic.
Oramai quest'arco di tempo non positivo per la Fiorentina è finalmente finito e con Montella la squadra ha riniziato a correre e ad ambire a grandi traguardi grazie all'appoggio anche e soprattutto della società. Ma domani la Fiorentina troverà di fronte una squadra organizzata, incisiva, capace di ottenere quattro vittorie nelle ultime cinque giornate di campionato. I viola privi di Rossi, di Gomez nuovamente infortunato, di Gonzalo Rodriguez squalificato e anche di Pizarro dovranno cercare di sorprendere la parte blucerchiata di Genova con una gara accorta in difesa e un attacco in grado di poter creare e concretizzare occasioni dopo le ultime prove non produttive, specialmente con un Matri da ritrovare. La speranza è quella di far vedere a Mihajlovic che la Fiorentina è ben altra cosa rispetto a quella che ha allenato lui. E sarà una giornata speciale anche per l'Aeroplanino che avrà la grande occasione di far vedere al suo ex pubblico, visti i suoi trascorsi con la Samp, che non solo era bravo a far gol ma anche a guidare la sua squadra alla vittoria.

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Fiorentina, adesso serve l'orgoglio
Scritto da Giulio Incagli   
Venerdì 28 Marzo 2014

La sconfitta di mercoledì sera pesa come un macigno sull'orgoglio dei tifosi viola. I fattacci dello scorso anno, che permisero ai rossoneri di accedere alla Champions League e condannarono la squadra di Montella, sono vivi nella memoria di Firenze. Il Franchi si era vestito a festa per accogliere Galliani & co. Il Milan in crisi nera, con Seedorf che vedeva prendere forma i fantasmi dell'esonero e la Fiorentina fresca di blitz al San Paolo, con lotta al terzo posto ufficilamente riaperta. Tutto faceva presagire ad una serata tranquilla e soprattutto gloriosa per i viola. E invece è accaduto l'imponderabile. È vero la gara è stata decisa da due episodi, ma ciò non giustifica il fatto che la Fiorentina non abbia mai tirato in porta nell'arco dei 90'. La squadra è apparsa stanca: Borja irriconoscibile, Gonzalo distratto, Neto insicuro, Matri... forse qualsiasi commento tecnico risulterebbe inappropriato (aspettiamo fine stagione per valutare). Insomma fatto sta che anche il Milan, dopo Inter, Lazio e Juventus è uscito dal Franchi con il bottino pieno.

Ai fini della classifica però la sconfitta di mercoledì non ha inciso particolarmente. Il quarto posto sembra attendere la Fiorentina, come se ci fosse una giustizia divina che ha deciso di restituirle, almeno in parte, ciò che le è stato tolto in stagione, tra infortuni e sviste arbitrali. Il Parma cade allo Stadium e l'Inter non va oltre il pari a San Siro con l'Udinese. I neroazzurri rimangono dunque a tre lunghezze dalla Fiorentina, che deve ritrovare al più presto stimoli e forma fisica, se vuole sperare nel quarto posto e soprattutto nella finale dell'Olimpico. Adesso serve l'orgoglio, per valorizzare ed onorare la stagione, che al netto di tutto, può ancora essere considerata positva, ma starà a Montella e ai suoi ragazzi dimostrare, una volta di più, la grandezza della squadra.

Ad attenderli una Sampdoria galvanizzata dalle due vittorie consecutive con Hellas e Sassuolo, ma soprattutto dalla quota 40 punti raggiunta con largo anticipo. Mihajlović si sa, è maestro nel motivare e trasmettere entusiasmo ai propri giocatori. Prendere la squadra in corsa può quindi essere stato un vantaggio, ma è sotto gli occhi di tutti l'ottimo lavoro fatto dal serbo, che non tirerà certo indietro la gamba, in caso di possibile sgambetto alla sua ex squadra. I "Fedelissimi", gruppo storico tra i tifosi blucerchiati, si è dato appuntamento oggi a Bogliasco per festeggiare con la squadra la salvezza e domenica prima della partita fuori da Marassi, per organizzare qualcosa anche all'interno dello stadio, dove sicuramente ci sarà un'atmosfera infuocata ad attendere i viola.

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