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Riserve alla ribalta. Possibile che senza i titolari la Viola giochi meglio?
Scritto da Alessandro Latini   
Lunedì 23 Aprile 2012

CerciLa Fiorentina non vince, ma convince. Prendiamo in prestito e stravolgiamo leggermente il significato di questo antico adagio, che ci consente di racchiudere in poche parole la partita contro l’Inter. La squadra di Rossi è piaciuta: sbarazzina e frizzante fino ai sedici metri avversari, si è chiaramente persa nel momento in cui c’era da buttare il pallone in rete. Lo 0-0 è il migliore risultato possibile che potevamo auspicare alla vigilia (un po’ come successe a Cagliari quando i viola giocarono con Lazzari e Ljajic in attacco), ma resta un po’ di amaro in bocca per l’errore dal dischetto del giovane serbo, ipnotizzato da Julio Cesar nel momento in cui poteva dare una svolta alla sua stagione e a quella della Fiorentina.

Risultato a parte, risulta curioso sottolineare come i gigliati, in questo scorcio di stagione, forniscano le prestazioni migliori quando sono orfani (in parte) dei veterani del gruppo. Fuori contro Milan e Inter i vari Gamberini, Montolivo e Vargas, mentre ieri mancavano anche Amauri e Jovetic. E se a ‘San Siro’ le esclusioni eccellenti erano dettate da squalifiche o problemi fisici, da ieri Rossi ha inaugurato la nuova linea che ci accompagnerà da qui alla fine della stagione: non ci saranno più gerarchie. Chi è stato titolare fino ad oggi può scordarsi di avere il posto assicurato, giocherà chi si allena meglio e chi fornisce più garanzie. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è in questo caso a Montolivo e Gamberini. Due della vecchia guardia che in questo momento sono in fase di declino. Montolivo verrà pian piano messo ai margini dopo che ha firmato il contratto con il Milan, mentre capitan Gamberini non riesce più a fornire quell’apporto che l’aveva portato fino alla Nazionale.

E se c’è chi scende, come spesso accade, c’è anche chi sale. E’ il caso delle cosiddette ‘riserve’, che in casa viola stanno prendendo il sopravvento in questa fase della stagione. La prova di ieri di Camporese è stata pressoché perfetta. Attento in marcatura, bravo nell’anticipo e soprattutto estremamente calmo nei momenti delicati. Quando un giovane difensore come lui è libero di testa si può permettere anche il lusso di andare via a Lucio con un doppio passo. Lo stesso discorso vale per Nastasic, addirittura più giovane di un anno di Camporese ma affidabile come pochi altri. Inutile dire che con loro il futuro dovrebbe essere assicurato. A centrocampo si sta faticosamente imponendo anche Houssine Kharja. Rossi lo ha aspettato fino ad ora (ha subìto diversi infortuni da quando è a Firenze, uno grave in Coppa d’Africa) e l’intenzione è quella di affidargli le chiavi del centrocampo in queste ultime cinque partite. Le geometrie le ha (bella la palla per Lazzari che si è procurato il rigore), manca ancora un po’ in dinamismo. E tra quelli che hanno vissuto una stagione travagliata c’è anche Alessio Cerci, la vera arma in più della Fiorentina in questo finale di campionato. Ieri si è caricato la squadra sulle spalle e ha provato a scardinare da solo la difesa dell’Inter. Impressionanti un paio di sue progressioni palla al piede, l’impressione è che se la squadra lo asseconda possa fare davvero la differenza. Questi tre giocatori possono essere eletti a simbolo del partito delle ‘riserve viola alla ribalta’, al quale si sono iscritti anche De Silvestri (a Milano la sua miglior prestazione in maglia viola) e anche Adem Ljajic che, rigore di ieri a parte, sta cercando con tutte le sue forze di essere utile alla causa.

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