E adesso si fa sul serio. La Fiorentina ha superato il Rakow nel doppio confronto degli ottavi di Conference League, ma il prossimo avversario sarà il Crystal Palace, certamente la più forte (almeno a livello di valore di mercato complessivo della sua rosa) delle concorrenti presenti quest’anno alla terza manifestazione europea della Uefa. La vittoria in Polonia, arrivata in rimonta come avvenuto nella gara d’andata di Firenze, si porta dietro principalmente un fattore positivo: la capacità di reagire alle avversità della partita dimostrata finalmente dai viola. Una caratteristica che, in tutto l’arco di questa tribolata stagione, la squadra prima di Pioli e poi di Vanoli non aveva mai (o quasi mai) messo in mostra. Una volta passati in svantaggio, infatti, i gigliati perdevano completamente il bandolo della matassa, finendo per perdere anche la partita con scarsa attitudine alla reazione. Un problema caratteriale che pare essersi attenuato alla luce delle due rimonte in Conference che, anche se non sarà una manifestazione così probante, ha comunque consentito alla squadra di crescere sotto questo aspetto, passaggio fondamentale sia per il prosieguo in Europa che, soprattutto, per il campionato dove la Fiorentina dovrà ancora sudare parecchio per guadagnarsi la pagnotta della salvezza. Intanto, però, grazie alla cruciale vittoria di Cremona, si può guardare con maggiore tranquillità all’immediato futuro e coltivare anche il sogno di trasformare un’annata estremamente negativa in qualcosa da ricordare, magari mettendo un trofeo in bacheca dopo 25 anni di niente (a parte la polvere). Gli elementi per avere almeno un po’ di fiducia passano dai progressi di Piccoli, dal recupero fisico di Kean, dai miglioramenti continui di Fagioli e dalla ritrovata vena di Ranieri, tornato a essere perno fondamentale della difesa, un po’ meno ballerina rispetto al passato. E poi c’è Parisi che, incredibilmente, si sta dimostrando sempre più importante nello scacchiere gigliato, soprattutto quando Vanoli decide di schierarlo alto a destra, ruolo in cui risulta imprendibile in coppia con Dodò, che lo accompagna sulla stessa fascia, formando una strana coppia, imprevedibile e a tratti funambolica. Poi c’è Solomon che, piano piano, sta recuperando dall’infortunio e potrebbe risultare decisivo nel convulso finale. Insomma, senza sbilanciarsi troppo viste le recenti delusioni, gli appigli a cui aggrapparsi appaiono via via più solidi. Fermo restando che le prossime avversarie saranno molto più impegnative di quella appena affrontate. A cominciare dall’Inter in campionato e dagli inglesi del Crystal Palace ad aprile, quando andrà in scena la decisiva doppia sfida dei quarti di finale di Conference League.

