Paratici: “Ora testa nel carrarmato per la salvezza. Poi il futuro. Vorrei una Fiorentina bella come Firenze”

Fabio Paratici si è presentato oggi alla stampa al Rocco Commisso Viola Park e il nuovo diesse ha espresso in modo molto chiaro alcuni concetti chiave che intende seguire nella sua nuova esperienza da dirigente viola. La sua Fiorentina dovrà essere all’altezza della bellezza di Firenze. Come la città, dovrà essere riconoscibile a livello internazionale, ma prima di tutto conta il presente e uscire dalla situazione attuale. Paratici ha pronunciato più volte la frase: “Dovremo mettere tutti la testa nel carrarmato fino a fine maggio perché non sarà né semplice né breve. Poi si penserà al futuro”.
Altro concetto chiave sul suo ruolo e le sue mansioni: si occuperà del comparto sportivo e interfacciandosi direttamente col dg Ferrari. Goretti sarà il suo braccio destro e insieme a lui lavoreranno il nuovo capo scout Lorenzo Giani e Moreno Zerbi all’area prestiti. Il dirigente ha infine manifestato piena fiducia all’allenatore Paolo Vanoli e affermato che la forte pressione della piazza sarà per lui un grande stimolo e una ulteriore responsabilità
Ecco alcune frasi di Fabio Paratici nella lunga conferenza stampa di oggi: “Ho accettato la proposta della Fiorentina il 15 dicembre quando aveva 6 punti in classifica. Poteva sembrare una scelta incosciente, ma è stata una scelta di coraggio. Ho pensato che la Fiorentina ha tutto: una grande proprietà, infrastrutture uniche al mondo, un team con cui sono in sintonia e soprattutto una città con un brand internazionale che merita altri ivelli rispetto a quelli attuali. Vorrei una Fiorentina attrattiva, bella da vedere, stimolante per i tifosi, aggressiva e internazionale. Insomma all’altezza di Firenze. Ma tutto ciò verrà dopo. Adesso c’è da mettere la testa dentro al carrarmato, soffrire e salvarci. Tutto l’ambiente deve capire che da oggi al 24 maggio si deve stare ben concentrati e cattivi per uscire da questa situazione. Io ho firmato 4 anni e mezzo sapendo esattamente quanti punti aveva la squadra. Assolutamente non c’è nessuna clausola che mi svincoli in caso di retrocessione. Sarebbe molto lontano dal mio essere. Conosco i tifosi viola. So che la critica è aspra e le pressioni sono elevate e questo mi piace perché è stimolante. Quando Ferrari e Commisso mi hanno parlato, ho chiesto io espressamente di occuparmi dell’area sportiva in modo da rapportarmi direttamente a Ferrari. Non ci sono dubbi su questo. Mi piacerebbe che il presidente Joseph potesse stare più tempo con noi, quando verrà sarà sempre il benvenuto”.
FOTO ACF FIORENTINA