Buona la prima si diceva una volta, ma non è solo questo. Ciò che è profondamente cambiato rispetto al recente passato è l’atmosfera che circonda questa Fiorentina. Se meno di tre mesi fa al Franchi erano bordate di fischi e tanto scetticismo nei confronti di proprietà, società e squadra, adesso è tutto il contrario. L’entusiasmo si taglia a fette e anche un primo turno di Coppa Italia contro un vivace ma fragile Benevento, diventa occasione per far festa. E i tifosi fanno bene a sognare, chi dovrà tenere i giocatori con i piedi per terra è la società, ma da questo punto di vista ci sentiamo molto più tranquilli di prima perché al timone ci sono uomini di calcio (in particolare Paratici) che sanno come si gestiscono certe situazioni.
Parlando del 4-1 di ieri, firmato dai gol di Gudmundsson, Kean, Ranieri e Ndour. Grosso ha scelto di affidare inizialmente la regia a Fagioli, inserendo Oulai solo nella ripresa. Tra le cose positive la verve di Kean, la voglia di dimostrare di essere all’altezza di Gudmundsson, il talento di Atta (uscito per un problemino fisico, ma speriamo che non sia grave) e la spinta di Valdepenas a sinistra. Utile anche il lavoro sporco di Ndour (che però si è concesso anche una bella rete) e di Brescianini. Nella ripresa, detto di Oulai, è entrato anche l’attesissimo Mastantuono che ha regalato qualche spunto, tra cui un bel tiro al giro che ha sfiorato la traversa. Il resto, come è naturale, è da perfezionare e Grosso ha ancora tanto da lavorare. Ma con la fiducia che ti circonda si lavora meglio e anche la presenza di Giuseppe e Catherine Commisso (applauditissimi dal pubblico del Franchi) può fungere da prezioso collante.
FOTO MARCO SABATINI

