Seconda di Vanoli, seconda vittoria e Pisa rispedito a casa in pedalò. Se il buongiorno si vede dal mattino, a Campo di Marte l’alba ha finalmente i colori giusti. La Fiorentina rifila tre schiaffi ai nerazzurri nel derby del Franchi e stacca il pass per gli ottavi di Coppa Italia con una scioltezza che, fino a qualche settimana fa, sembrava un miraggio.
Sia chiaro, l’avversario è di Serie B e i test probanti saranno altri – a partire dal crash test di domenica contro il Napoli – ma i risultati stanno smontando una narrazione grottesca: questa squadra non è affatto “inallenabile”, buona pace di chi sedeva su questa panchina fino a ieri e cercava alibi preventivi. Vanoli sta dimostrando che con le idee, il lavoro e senza troppi filosofismi, questo gruppo può e sa camminare.
I segnali di crescita sono evidenti. Il primo dato che balza agli occhi? Zero gol subiti. La difesa ringrazia un ritrovato Dragisin: quarantacinque minuti di pura sicurezza, impreziositi da una sventola da fuori che ha propiziato il tap-in del vantaggio. E lì davanti c’è una sentenza: Pellegrino fa tre su tre nelle ultime tre gare giocate, confermandosi un rapace d’area di rigore. Mastantuono non ha bissato la tripletta magica di Venezia, ma finché è rimasto in campo ha dispensato giocate e calcio d’alta scuola. La vera sorpresa, però, è in mezzo: Oulai, lanciato dal primo minuto al posto di Fagioli, ha dominato la mediana abbinando chilometri di quantità a sprazzi di pura qualità.
Nessun calo di tensione o sterile gestione nella ripresa: la Fiorentina è rientrata in campo con l’unico obiettivo di aggredire e chiudere la pratica. Una fame premiata dai fatti. Gnonto ha corso per tre, si è sacrificato in ripiegamento e ha capitalizzato al massimo la giocata di Njie, entrato alla grande e confermatosi un talento purissimo, tutto gamba e tecnica. La ciliegina sulla torta l’ha messa il portoghese Goncalves: prima vera chance dal limite, mirino regolato e palla in buca d’angolo. Uno che il gol ce l’ha palesemente nel sangue.
Alla fine è solo festa. La Fiesole canta e invita i pisani a tornare a casa in pedalò, mentre Joseph Commisso si gode il meritato bagno di folla sotto la curva. Avanti così, con i piedi per terra ma con una certezza in più: questa Fiorentina è viva, è allenabile e ha voglia di divertirsi.
FOTO MARCO SABATINI

