Fiorentina ko col Como, i numeri horror di una squadra troppo leggera

La Fiorentina esce dal Franchi battuta 1-3 dal Como al termine di una gara giocata sì alla pari, ma condannata dalla solita, cronica leggerezza difensiva. È questa fragilità strutturale ad aver fatto la differenza in senso negativo, costando la seconda sconfitta consecutiva di un avvio di campionato molto preoccupante: 4 punti in 7 gare, 5 sconfitte e ben 17 gol incassati. I numeri dicono chiaramente che adesso il primo (e forse unico) obiettivo diventa la salvezza.
Resta una forte recriminazione sull’azione che ha sbloccato la partita a favore dei lariani: la rete nasce infatti da un vistoso fallo ai danni di Pedro Gonçalves clamorosamente non sanzionato dall’arbitro Di Bello. Sul proseguimento dell’azione, arriva il primo gol di Liberali che batte De Gea con un sinistro a giro. L’errore del direttore di gara non cancella comunque il blackout successivo, quando la retroguardia viola si è fatta sorprendere come una serie di “belle statuine”, concedendo il raddoppio fulmineo a Nico Paz.
Eppure le scelte di Vanoli — che ha varato un 4-2-3-1 offensivo con Gonçalves trequartista, Mastantuono e Njie larghi alle spalle di Pellegrino e il rilancio di Pongracic — avevano prodotto una gara spettacolare, ricca di occasioni da gol create e fallite da entrambe le parti. La reazione d’orgoglio ha portato la firma proprio di Pongracic: prima accorcia in mischia su corner, poi trova persino il pareggio su punizione di Mastantuono. Una gioia spenta solo dal VAR, che ha annullato la rete dopo interminabili minuti di controllo per un fuorigioco millimetrico.
Nella ripresa i viola erano ripartiti a testa bassa ma è arrivata la puntuale topica difensiva in occasione del contropiede per il tris del Como firmato da Douvikas (complice un De Gea nel caso tutt’altro che perfetto), la Fiorentina ha avuto la chance enorme per riaprirla: una reazione rabbiosa culminata nel palo clamoroso colpito di testa a botta sicura da Njie. L’episodio che avrebbe potuto cambiare il finale e ridare speranza, prima del triplice fischio.
Si è giocato alla pari, ma i regali dietro in Serie A si pagano a caro prezzo. Adesso serve pesare prima di tutto a fare 40 punti e entrare nella giusta mentalità prima che la sitauzione diventi drammatica.